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Casa incendiata al Limoncino, il Comune: «Era abusiva e da demolire»

Stefano Taglione
La casa bruciata
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La casa bruciata

Livorno: da cinque anni gli affittuari del terreno ignoravano un’ordinanza di abbattimento. Dentro quattro bombole del gas. I vicini: «Lo denunciavamo da tempo»

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LIVORNO. Quell’annesso agricolo di via della Vallicella, al Limoncino, doveva essere abbattuto cinque anni fa. Quando il Comune inviò agli affittuari di un terreno di un cittadino inglese un’ordinanza di demolizione rimasta inascoltata. Purtroppo ci ha pensato il fuoco – mercoledì pomeriggio, il 5 giugno – a buttare giù quella casa-baracca costruita senza permessi. Rischiando di estendersi alla vegetazione e alle case dove abitano i vicini che hanno denunciato gli abusi.

«È da anni che segnaliamo il pericolo – dice una vicina a patto di rimanere anonima – ma si è dovuta sfiorare la tragedia per far sì che succedesse qualcosa». L’amministrazione aveva subito avviato l’iter per l’abbattimento della struttura, che si sarebbe dovuto concludere proprio in questi giorni. Ma ha pensato a tutto il fuoco, con le sue insidie. Le lungaggini burocratiche purtroppo non hanno aiutato, ma l’ordinanza di ripristino dei luoghi c’era già stata. Così come i solleciti e le denunce per abusivismo. I vigili del fuoco, mercoledì pomeriggio, hanno lavorato a lungo per cercare di salvare la vegetazione circostante. A rischio della loro incolumità, visto che dentro c’era pure quattro bombole del gas. Ci sono riusciti esaurendo pure la scorta d’acqua, anche se qualche pianta alla fine si è bruciata. I vicini hanno fatto presente la situazione anche alla Squadra volante della polizia di Stato, intervenuta per verificare la situazione.

Secondo quanto accertato il marito e la moglie avrebbero affittato l’appezzamento di terra. Lei, fra l’altro, è ipovedente e mercoledì avrebbe rischiato di rimanere in mezzo alle fiamme. «E meno male che dentro non c’erano i figli piccoli – spiega ancora la vicina – visto che stanno sempre lì. Non so a che ci titolo ci abitino, visto che è tutto abusivo. Chiamarli affittuari mi pare un controsenso. Il rogo è divampato in due minuti. Abbiamo sentito una botta fortissima, poi si sono alzate le fiamme. Da quel che ho capito la causa è un cortocircuito, non so se di un termosifone elettrico». Nonostante l’abuso sia conclamato dalle ordinanze di demolizione, gli abitanti non si sarebbero fatti scrupoli di allacciare acqua e luce. «Ma è così – sostiene un altro vicino – e a noi che paghiamo regolarmente le utenze la cosa ci fa arrabbiare».
 

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