Il Tirreno

Livorno

le iniziative della congregazione 

Olandesi alemanni in azione per il restauro del tempio

Roberto Riu

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L’avvenuto restauro di due antichi busti marmorei del cimitero olandese-alemanno e la loro recente momentanea collocazione nel Museo della città costituiscono solo un tassello dell’ampio mosaico di iniziative avviate ultimamente dalla Congregazione olandese-alemanna. Restando nell’ambito dell’ottocentesco cimitero (o “Giardino”) olandese-alemanno di via Mastacchi è appena emerso l’interessamento per il ripristino delle lapidi più antiche (provenienti dal seicentesco “Giardino” un tempo esistente in via Garibaldi) da parte dell’Ambasciata d’Olanda in Roma: in tal senso è dei primi di maggio la partecipazione della Congregazione alla “Festa del re dei Paesi Bassi” (ovvero il tradizionale “Konigsdag”) celebrata nella suggestiva cornice del Casale Due Pini in via della Camilluccia a Roma.

Già un paio d’anni fa l’Ambasciata d’Olanda si era d’altronde adoperata per la offrire una splendida fioritura di tulipani nel “Giardino” di via Mastacchi che però nel novembre scorso è stato devastato dal forte vento con lo sradicamento di diversi alberi ed il danneggiamento di alcune lastre tombali, dell’ossario e dei due busti marmorei di cui si è accennato in apertura, appena restaurati da Ergo Technes di Alessandra Ascenzi con il contributo del Rotary Club di Livorno.

Sempre nei locali del “Giardino” è stato inaugurato nell’aprile scorso il Centro studi internazionale “Le Livornine” guardando all’immagine di Livorno quale “Città storica delle Nazioni” ed in prospettiva verso la sua candidatura come “Capitale italiana della cultura 2021”.

La Congregazione si sta inoltre muovendo per risolvere i problemi sorti nella chiesa degli Olandesi dove i lavori di demolizione del controsoffitto sono purtroppo fermi dal marzo scorso dopo la scoperta di una grossa trave lignea danneggiata dall’umidità: «Ci stiamo adoperando con tutte le nostre forze», spiega Ennio Weatherford, presidente del Concistoro della Congregazione.

L’obiettivo numero uno – tiene a sottolineare – resta quello di «cercare le risorse sufficienti quantomeno a garantire un primo importante intervento per restiture alla fruibilità il tempio. Speriamo che entro la fine dell’anno oppure all’inizio di quello prossimo ciò si possa realizzare».

Weatherford dice che «contiamo ovviamente sulla solidarietà cittadina che siamo certi ci accompagnerà lungo tutto questo percorso».

Alcuni segnali di risposta all’appello di Weatherford ci sono già attraverso l’avvio di contatti con l’Asa e con il Soroptimist di Livorno (che, come si ricorderà, ha di recente contribuito al restauro della statua di “Canapone” in piazza Venti Settembre), oltre a continuare il dialogo con la “Fondazione Livorno” e con la “Fondazione Livorno Arte e cultura” che nel 2017 hanno contribuito al ripristino del cancello e del muro di cinta del “Giardino” olandese-alemanno.

Di particolare rilievo è infine il progetto intrapreso in collaborazione con le vicine scuole elementari “Benci”. L’intento è insomma di restituire il più presto possibile l’ottocentesco tempio olandese alla cittadinanza livornese ed al mondo: in tal senso va anche richiamato il notevole interesse che è stato suscitato nel critico d’arte Ludovico Pratesi con la prospettiva di realizzare importanti eventi artistici di richiamo internazionale nella vasta aula della chiesa degli Olandesi una volta finalmente liberata dalle macerie che la ingombrano. —



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