Gioco
L’Arma celebra la sua festa «Noi più forti degli stalker»
L’80% delle denunce per maltrattamenti concluse con arresti o allontanamenti I primi dati dell’anno: «Rapine e furti in calo». Nel 2018 in manette 220 persone
Ventotto rapinatori e 16 estorsori assicurati alla giustizia. Con una lotta allo stalking senza precedenti, almeno nel Livornese. L’Arma dei carabinieri ieri ha festeggiato i suoi 205 anni dalla fondazione, ricordando i successi nella lotta contro la violenza di genere, su cui però l’attenzione resta altissima. Secondo il resoconto del comandante provinciale, il colonnello Alessandro Magro, nell’80% dei casi le denunce presentate hanno già avuto una pronta risposta. Con tre arresti in flagranza di reato, 17 persone finite ai domiciliari, 19 allontanamenti, sette obblighi di dimora e otto divieti di dimora. Per un totale di 57 provvedimenti restrittivi solo nel 2018.
LA CERIMONIA
Le celebrazioni, che si sono tenute nel piazzale della caserma “Generale Giuseppe Amico” di viale Fabbricotti, hanno preso il via poco prima delle 10.30 con l’Inno di Mameli e la deposizione della corona di alloro in ricordo dei militari caduti. Presenti tantissime famiglie dei militari, oltre ad autorità e istituzioni di città e provincia. A prendere parte alla cerimonia, come da tradizione, la Fanfara dell’Accademia militare di Livorno e quattro plotoni dei carabinieri. Erano quelli del Primo reggimento paracadutisti “Tuscania”, della Seconda brigata mobile guidata dal generale Antonio Jannece, dell’Arma territoriale in grande uniforme speciale e, infine, quello dei comandanti di stazione del comando provinciale uniti ai militari di quartiere. Con loro una rappresentanza dei reparti forestali. A presiedere la festa, per la terza volta consecutiva, il comandante provinciale Magro, che al termine del suo discorso ha ringraziato la moglie e le sue due figlie. «Esprimo la mia riconoscenza a tutti i militari, parte di questa grande comunità», ha spiegato il colonnello, ringraziando autorità e istituzioni, in particolare il prefetto Gianfranco Tomao e il vescovo Simone Giusti.
I NUMERI
Durante il cerimoniale, che si è concluso con un buffet, sono stati snocciolati i numeri del 2018. Solo le sale operative del 112 – quattro: oltre a quella del capoluogo figurano anche Cecina, Piombino e Portoferraio – hanno ricevuto 132mila telefonate, da cui sono partiti 8.400 interventi risolutivi. Undicimila i delitti, con 220 arresti e 2.100 denunce. Per quanto riguarda i soli reati contro il patrimonio, invece, sono state deferite all’autorità giudiziaria 264 persone e 47 sono finite in manette. Fra i blitz menzionati, l’arresto di due ladri acrobati che rubavano negli appartamenti e di un terzo, un giovane di 24 anni, che invece era dedito a svaligiare le scuole. Ricordate le principali indagini degli ultimi tempi: il fermo dopo due rapine di Luigi Rotterdam appena liberato dal carcere elbano di Porto Azzurro, le operazioni “Fake car” e “Porto nascosto”, altri arresti per rapine fra Piombino e l’Elba, un blitz antidroga a Castiglioncello, l’operazione “Solfa” del Nucleo investigativo e del Norm di Cecina e l’operazione “Due Mondi” dello scorso febbraio, al termine della quale sono state sequestrate 130 chili di sostanze stupefacenti. Ventunomila le pattuglie impiegate per i controlli del territorio, con 34mila mezzi fermati e 46.589 persone identificate.
RAPINE IN CALO
Oltre ai dati del 2018, raffrontati a quelli del 2017, il colonnello Magro ha parlato anche dei numeri relativi al primo quadrimestre di quest’anno. E anche in questo caso il confronto appare confortante: meno 11,8% dei reati commessi in tutta la provincia (era pari al meno 6,1% nel raffronto 2018-2017), con i furti scesi dell’11,5 per cento (-18,9% solo quelli nelle case). Più che dimezzate (-53,9%) le rapine ai danni di commercianti e imprenditori, quindi all’interno di negozi ed esercizi commerciali, reato che risulta complessivamente in calo anche analizzando le altre tipologie (-16,3%). —
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