Gioco
Banchine in fiamme, la geografia degli scontri fra big
Tutto nasce dalla battaglia campale fra Onorato e Grimaldi ma ormai ovunque si moltiplicano i litigi a colpi di avvocati e carte bollate
LIVORNO. il duello sui traffici container non è certo l’unica battaglia sulle nostre banchine. Tutto nasce dalla guerra aperta fra il gruppo Onorato e il gruppo Grimaldi, con quest’ultimo che da Livorno aveva aperto un collegamento con la Sardegna.
Prima è un duello tutto commerciale sulle rotte dei traghetti. Il salto del livello dello scontro avviene quando i 4 ettari in radice di Darsena Toscana dove arrivano i traghetti merci di Grimaldi finiscono al centro di una inchiesta giudiziaria che decapiterà i vertici dell’Authority e di alcune aziende portuali.
La miccia l’aveva accesa la Ltm, prima ancora di essere acquisita dal gruppo Onorato. In effetti, per vedere le prime puntate di questa telenovela bisognerebbe tornare indietro di 15 anni: sull’angolino della Darsena Toscana erano stati attestati alcuni traffici ro-ro di operatori che oggi neanche esistono più. Così come negli altri casi, si era andati avanti vedendo gli avvocati salire e scendere le scale del tribunale, finché sotto l’abete dello scorso Natale salta fuori una inchiesta penale che, al termine di tre anni di indagini, mette nero su bianco accuse non di corruzione bensì di abuso d’ufficio. Sospesi il presidente Stefano Corsini, il segretario generale Massimo Provinciali e quattro manager e imprenditori (Costantino Baldissara, Massimiliano Ercoli e i cugini omonimi Corrado Neri): sospensione poi ridotta da 12 a otto mesi dal Riesame (e a 6 mesi per Corsini).
A distanza di sei mesi dal venerdì di fine agosto in cui i militari della Capitaneria sequestrano la tensostruttura costruita da Grimaldi (che invece poi avrà la licenza del Comune), ecco che il ciclone giudiziario mette nel mirino le occupazioni temporanee mandate avanti di proroga in proroga. L’uragano arriva mentre: 1) c’è un iniziale pronunciamento del Tar favorevole a Grimaldi che aveva contestato lo stop all’operatività da parte dell’Authority che aveva negato l’ultimo rinnovo; 2) si mette in moto la comparazione delle offerte che dovrebbe finalmente rimettere in carreggiata l’iter.
Non basta il fronte livornese: Grimaldi e Onorato si danno sberle. Il primo contesta la convenzione per i collegamenti fra isole e terraferma che dà a Onorato 72 milioni di euro di soldi pubblici, il secondo vuole che lo Stato esiga da Grimaldi l’imbarco solo di marittimi italiani.
Intanto il ring si sposta a Piombino. Onorato attacca anche la famiglia Neri, dicendo che il suo progetto Pim a Piombino non è altro che un pretesto fasullo tanto per mettere i bastoni fra le ruote a lui e al suo progetto di traffico di auto nuove in tandem con il big tedesco Ars Altmann. L’azienda partecipata dai Neri ribatte snocciolando una sfilza di date per dimostrare di non aver perso tempo ma anzi di aver ottenuto solo di recente tutte le autorizzazioni per lungaggini che non le sono imputabili. Semmai la contromossa potrebbe essere: diteci quali sono le case automobilistiche con cui avete contratti, quali le navi noleggiate, quale il piano d’impresa…
In precedenza si era sgomitato sulla Sponda Est della Darsena Toscana: la prima scaramuccia aveva visto in campo il Tco (rinfuse solide) guidato da Roberto Alberti contro l’alleanza fra Federico Barbera e Andrea Palumbo. Alla fine aveva prevalso il Tco, che deve trovare una nuova collocazione per lasciare alla Porto 2000 (“conquistata” da Vincenzo Onorato e Msc) l’attuale banchina di fronte all’ex silos ko.
Alle spalle della Sponda Est troviamo gli 81mila metri quadri per lunghissimi anni di proprietà Spil (controllata dal Comune di Livorno) eppure nel cuore del porto, al punto che tradizionalmente Palazzo Civico li considerava le proprie “zolle d’oro” per influire sulle grandi manovre dei potentati portuali. La Spil, in affanno finanziario per il peso del mutuo per costruire il parcheggio ex Odeon, li ha messi nella pancia di una “Spil 2” il cui 80% è stato messo in vendita: l’ha spuntata Andrea Palumbo, la cui Iss ha sede a cento metri di distanza, sul lato opposto del viadotto della superstrada. Ora la “Spil 2” è registrata come inattiva all’anagrafe camerale (con Andrea e Filippo Palumbo presidente vice più Andrea Frazzi consigliere). —
M.Z.
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