Il Tirreno

Livorno

Nada e Bobo, una Canaviglia sulle note di Piero Ciampi

Matteo Scardigli
Nada e Bobo, una Canaviglia sulle note di Piero Ciampi

Livorno, consegnati i riconoscimenti. La cantante: «Non amo i premi ma sono cresciuta qui e legatissima a Livorno» Rondelli: «Lo dedico al primario Sani, se sono qui è perché lui mi ha salvato»

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LVIORNO. La Canaviglia 2019 è andata "a due artisti che danno lustro e impulso alla città di Livorno", Nada e Bobo Rondelli. A lui “cantautore, poeta, attore e performer la cui carriera artistica si è sempre inspirata alla sua città natale; con la sua opera dipinge un affascinante spaccato di Livorno, un mondo vivace e plebeo, di cui il geniale e sconsiderato cantautore è la voce più autentica, esilarante e commovente”. A lei “cantante, cantautrice, attrice e scrittrice ha segnato un’epoca con le sue canzoni ed è considerata una delle interpreti più originali e coraggiose della musica italiana contemporanea inspirata durante la sua carriera dal grande poeta e cantante livornese Piero Ciampi”.

Nada e Bobo, per l'assessore alla cultura Francesco Belais (in vece del sindaco Filippo Nogarin, a Roma per gli ultimi impegni istituzionali da primo cittadino) rappresentano «le due facce di Livorno». Lui livornese di scoglio in maglietta con la scritta “dolceegabbiano”, scherza sulla giunta che se ne va («Se me la davi prima ti votavo», ammicca a Belais); lei, ex "Pulcino del Gabbro", declama un'ode alla memoria e alle radici della sua terra, fatta di un mucchio di case lanciate da una mano maldestra e ammucchiate dal vento. Lei che non ama ricevere premi fa uno strappo alla regola «perché sono cresciuta qui e sono rimasta molto legata a Livorno», lui che «non sono portato per le onorificenze», e infatti la dedica «al professor Spartaco Sani (direttore del reparto di malattie infettive dell'ospedale, ndc), che mi ha salvato la vita: se sono qui è "colpa" sua (certo che se erano 10mila euro la faccenda era diversa)».

Bobo e Nada dopo Gianfranco Reverberi, compositore, musicista e grande amico di Piero Ciampi che fu insignito nel 2017: «Quest'anno consegnamo due Canaviglie perché l'anno scorso è saltata, c'erano troppe cose da fare», chiosa Belais. È il cerchio che si chiude. Nada al tormentato cantore labronico scomparso nel 1980 deve la svolta che segnò la sua carriera verso una maggiore maturità artistica, Bobo nel 2001 si portò a casa il Premio a lui dedicato, gli tributò un album e più tardi una serie di spettacoli dal titolo “Ciampi ve lo faccio vedere io”. L'uno dopo l'altra appongono la firma sul grande volume delle cerimonie, al fianco di tanti illustri concittadini che prima di loro sono stati incoronati con la Canaviglia e la “Liburnina”, massima onorificenza della città.

«Loro non sono delle meteore, come tanti personaggi che scalano rapidamente le classifiche di vendita per essere presto dimenticati, ma artisti capaci di produrre una musica intergenerazionale che parla al cervello, prima ancora che al cuore», sottolinea l'assessore. E aggiunge: «E in un momento storico come questo ce n'è tanto bisogno». Nada e Bobo stringono la targa d’argento che riproduce l’immagine del bastione della Fortezza Vecchia, nel dettaglio dell’antico palazzotto che Cosimo I de’ Medici fece costruire nel 1544 proprio sopra all’ingresso del porto. La pompa magna della Sala delle Cerimonie, alla presenza delle autorità civili e militari, mal si concilia con l'anima ruvida dei due artisti. Ma il peso è lieve. Fuori splende il caldo sole di giugno, nei cui riflessi abbaglianti è bello tornare a perdersi tra le vie di Livorno.
 

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