Il Tirreno

Livorno

la protesta 

Picchetto: gli occupanti venerdì devono lasciare anche la Misericordia

S.T.

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Dopo il Palazzo del Picchetto, gli ormai ex occupanti ora dovranno lasciare anche i locali della Misericordia di via Verdi. «Dal Comune ci hanno detto che venerdì dovremo andarcene». A parlare è una cittadina rumena di 40 anni, Anna Neagoe, che per disperazione insieme al marito, al figlio minorenne e ad altre persone aveva invaso l’ex caserma allo scopo di abitarci. Non aveva più un tetto sotto il quale vivere, essendo stata sfrattata con il resto dei suoi cari da un appartamento che aveva preso in affitto e che non riusciva più a pagare. Ora rischia di «tornare a dormire sotto un ponte», spiega la donna, che lavora a Livorno da 13 anni, da quando è arrivata in Italia, nella cucina di un ristorante.

La quarantenne, a spese del Comune, è alloggiata nelle stanze della confraternita insieme ad altre sette famiglie. Tutte accomunate dall’occupazione del Picchetto, sgomberato il 7 maggio dalla questura dopo il decreto di sequestro preventivo firmato a San Valentino dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Livorno, Marco Sacquegna su richiesta della sostituto procuratore Ezia Mancusi. Un’imponente operazione partita alle nove di mattina, che ha visto impiegata centinaia di agenti della polizia di Stato, della municipale e militari (carabinieri e guardia di finanza). «Dalle 90 famiglie del Picchetto – continua Neagoe – siamo rimaste in otto. Siamo 11 minorenni e 16 adulti, 27 in tutto. Noi non chiediamo una villa, né soldi: solo un tetto sotto il quale vivere. Una dipendente dell’emergenza abitativa del Comune ci ha detto che il 7 giugno (venerdì ndr) il tempo scade e ce ne dobbiamo andare. Non posso permettermi l’affitto perché ho uno stipendio da miseria – continua la donna – e mi hanno pignorato perfino il quinto dello stipendio perché devo pagare i debiti dell’affitto che non ho mai versato prima dello sfratto. Per questo, insieme alla mia famiglia, ho dovuto occupare il Picchetto. Sarei finita in mezzo alla strada».

Dal 7 maggio, quasi ogni giorno, Anna e i compagni di occupazione del Picchetto si sono presentati in Comune per chiedere una soluzione. «Ci hanno risposto che al momento dobbiamo andarcene, non abbiamo scelta – conclude – ma forse fra un anno, visto che siamo tutti iscritti alla graduatoria dell’emergenza abitativa, potrebbe esserci un appartamento. Noi siamo gente onesta, che non delinque. Non meritiamo questo trattamento». —

S.T.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web