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«Evasi 200mila euro di tasse», denunciato il tenore Carlo Bosi
Livorno, La Finanza contesta al cantante lirico parte dei guadagni fra il 2014 e il 2017: non sarebbero nella dichiarazione dei redditi. Lui da Londra non commenta
LIVORNO. Secondo la guardia di finanza si sarebbe dimenticato di dichiarare 700.000 euro in quattro anni. Causando al Fisco 216.000 euro di mancati versamenti Irpef e Iva. Nel mirino delle Fiamme gialle il noto tenore livornese Carlo Bosi, che a novembre compirà 60 anni. Il cantante lirico – richiestissimo sia in Italia (alla Scala, al Teatro Carlo Felice di Napoli e al comunale di Bologna) che all’estero (New York, Londra, Montecarlo, Siviglia) – è stato segnalato alla procura della Repubblica di Livorno, dove è ancora residente, per il reato di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi (per gli anni 2014 e 2015) e all’Agenzia delle Entrate anche per il periodo dal 2016 al 2017.
Nei primi due anni – secondo gli accertamenti dei finanzieri – l’illecito è penale perché il tenore avrebbe superato il tetto massimo tale da far scattare il procedimento giudiziario, pari a 30.000 euro. Per ricostruire il presunto giro di soldi non dichiarati i militari della Prima compagnia di Livorno – guidati dal tenente Antonio Stabile – hanno svolto un lungo lavoro, contattando sia i teatri dove il tenore si era esibito, sia il suo agente. Tutte le prestazioni di Bosi sarebbero state da lui documentate con tanto di fattura, peccato che poi i finanzieri non abbiano trovato riscontri con ciò che era stato dichiarato al Fisco. È per questo che sono scattate le segnalazioni tributarie alla procura e all’Agenzia delle Entrate, che ora avrà il compito di recuperare in qualche modo la presunta somma occultata all’Erario.
Bosi è stato raggiunto dalla notizia mentre era impegnato a Londra in alcune produzioni della Royal Opera, “Andrea Cheniér” e “La forza del destino”, dove lui è il Maestro Trabucco. Nei prossimi mesi ha in calendario diverse esibizioni in più continenti: all’Arena di Verona (con il ruolo di Ruiz ne “Il trovatore”, “Un messaggero” nell’Aida e Gastone ne “La Traviata”), in Cina, a Pechino, dove sarà “Nick” ne “La fanciulla del West”, mentre al Metropolitan di New York sarà Guillot de Morfontaine in “Manon” e Altoum nella Tourandot. È uno dei più importanti tenori toscani, richiestissimo in tutto il globo e stimato nell’ambiente lirico. In Italia, dopo l’Arena Verona, tornerà a esibirsi fra dicembre e gennaio, alla Scala di Milano.
Il cinquantanovenne – contattato dal Tirreno – per il momento preferisce non commentare la vicenda, in attesa di definire la strategia legale insieme al suo avvocato. Si è detto comunque stupito dell’inchiesta in corso, soprattutto per l’ammontare del presunto sommerso riscontrato dalla guardia di finanza labronica.
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