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Livorno

sicurezza 

«Una rete di telecamere per sconfiggere i ladri»

Stefano Taglione
«Una rete di telecamere per sconfiggere i ladri»

Nuovo appello del questore e del comandante dei carabinieri ai negozianti «Collegare gli allarmi alle centrali ha un prezzo modico, ma grandi vantaggi» 

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Una rete di telecamere per sconfiggere i ladri. Non solo con la videosorveglianza pubblica, anche con quella privata. Grazie al collegamento dei sistemi di allarme con le sale operative di polizia di Stato e carabinieri. Pochi negozianti, a Livorno, si sono dotati degli impianti di sicurezza antifurto. È per questo che questore Lorenzo Suraci e il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Alessandro Magro, rinnovano l’appello sia ai commercianti che ai rappresentanti di categoria. Una richiesta estesa anche a tutti gli abitanti della città, visto che la stessa possibilità – in base a una convenzione stipulata dal ministero dell’Interno – vale anche per i proprietari dei singoli appartamenti.

«Collegare le telecamere alle nostre sale operative non è un’abitudine molto diffusa a Livorno – conferma Suraci – ma devo dire che lo stesso problema lo riscontriamo con i sistemi di videosorveglianza pubblici. In altri Comuni della provincia, penso a Bibbona, invece abbiamo sperimentato questi progetti con grande successo». Il questore spiega nel dettaglio come potrebbe migliorare la situazione con la collaborazione di imprenditori e residenti. «In pratica quando c’è un furto gli allarmi “suonano” sia a noi che ai carabinieri – rivela – e si accedono le telecamere in centrale, le cui immagini possono essere visionate in tempo reale dai nostri operatori. Se, nelle vicinanze, altri negozi o proprietari di casa hanno collegato le telecamere alle sale operative, si accendono anche quelle telecamere, “illuminando” la via di fuga del malvivente. Un sistema tecnologico molto importante soprattutto in caso di rapina. Se i banditi hanno indossato un passamontagna e se lo tolgono qualche strada più in là, ad esempio, grazie alle videocamere posizionate nei vari punti della città possiamo identificarli più facilmente. Riusciremmo ad avere una panoramica più ampia dell’accaduto».

Collegare i teleallarmi alle centrali di polizia e carabinieri non è gratuito, ma ha un costo che varia a seconda del contratto stipulato. Si può partire da una cifra attorno ai dieci euro mensili. «Sicuramente ci sono dei costi da affrontare – commenta il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Alessandro Magro – ma rispetto a qualche anno fa, oggi la tecnologia offre dei vantaggi a prezzi molto più competitivi. Personalmente ho incontrato i rappresentanti di categoria e gli imprenditori, illustrando tutte queste novità. Sistemi del genere esistono già da tanti anni e l’ideale, per noi, sarebbe avere più negozi nella stessa area che riescono a collegare le telecamere alle sale operative. In questo modo possiamo avere una visione di insieme del quartiere, in modo tale da indirizzare le nostre indagini in caso di furti, ad esempio, subito nella giusta direzione».

Secondo il comandante provinciale dei carabinieri, «quando le telecamere ci sono state di aiuto – conclude – siamo sempre riusciti a rintracciare e arrestare i malviventi. Che poi, restando in carcere, evitano di continuare a delinquere». —



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