Gioco
Quella dilatazione dell’arteria che può avvenire a tutte le età
il primario: «quando non È rotto, la scoperta È incidentale»
LIVORNO. Al padiglione 16, nel sotterraneo del blocco nuovo dell’ospedale, sotto l’equipe di Prosetti ogni anno vengono effettuate ottomila risonanze magnetiche e tredicimila Tac, metà delle quali in situazioni di emergenza su pazienti provenienti dal pronto soccorso.
Ma quella diagnostica è solo una parte delle attività effettuate da Neuroradiologia. L’altra, ancor più delicata, è quella terapeutica, svolta in sala angiografica. Nella stragrande maggioranza si tratta di un’attività che decide il destino dei pazienti, tra la vita e la morte: aneurismi, ictus, ischemie cerebrali e midollari, fratture vertebrali e della colonna.
Tra i pazienti ci sono anche tanti giovani, perché l’aneurisma, ad esempio, è una patologia che non conosce età, come conferma il caso del 45enne con 5 aneurismi.
Quando non sono rotti, gli aneurismi sono asintomatici. «Li scopriamo incidentalmente con le risonanze o con l’angiotac. Può esserci un elemento di familiarità, ma non è essenziale. Se si forma l’aneurisma significa che si ha una malattia della parete dell’arteria, ma finché non viene scoperto…», spiega Prosetti.
L’aneurisma è una dilatazione della parete di un’arteria cerebrale e si forma in un punto che è più debole per un difetto congenito. Può manifestarsi con emorragia cerebrale, ma anche con la comparsa di un deficit neurologico causato dalla compressione dell’aneurisma sulle strutture nervose.
Sono possibili due tipi di trattamento: chirurgico ed endovascolare. Il primo, eseguito con tecnica microchirurgica, consiste nel chiudere la base dell’aneurisma con apposite clip metalliche. Nell’altro l’aneurisma viene chiuso dall’interno introducendo, mediante un’angiografia, filamenti metallici dentro la sacca dell’aneurisma, che favoriscono la coagulazione del sangue.
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