Gioco
Perdono la canoa e i kitesurf: la capitaneria salva tre giovani
Livorno: il canoista indossava il salvagente ed è riuscito a chiedere aiuto con il cellulare, mentre due pisani di 25 anni sono stati notati in mare mentre si sbracciavano
LIVORNO. «Aiutatemi, ho scuffiato con la canoa». Venerdì 31 maggio, ore 19.30. Al centralino della sala operativa della capitaneria di porto di Livorno arriva una telefonata confusa. Un canoista, non riuscendo a spiegare bene dove si trovi, è finito nell’acqua. Non fa freddo, ma dopo un’ora e mezza calerà il buio e trovarlo diventerà tremendamente più complicato. Così i militari escono subito con una motovedetta. E nel frattempo, da terra, i colleghi cercano di capire dove si trovi esattamente.
Molto generiche le indicazioni. La linea cade continuamente. Lui, indossando il salvagente, è riuscito a mantenere almeno il cellulare asciutto e a chiedere aiuto. Ma il segnale va e viene. Poi gli operatori – grazie alla cella telefonica – riescono a localizzarlo a due miglia dalla costa, più o meno davanti alla Torre del Marzocco. Così le ricerche entrano nel vivo. Anche se proprio fuori dal porto succede un imprevisto: la guardia costiera vede un uomo sbracciarsi. È un pisano di 25 anni che ha appena perso il suo kitesurf. È volato via. «Aiutatemi». Il giovane si stava divertendo in mare insieme a un amico, coetaneo e sempre della città della Torre pendente. Anche lui, poco più in là, è finito in acqua. A salvarlo un diportista di passaggio, che lo ha caricato a bordo e poi “consegnato” alla motovedetta della guardia costiera, che lo ha subito rintracciato. Dei “kite”, invece, nessuna traccia.
Ma i militari della capitaneria di porto devono ancora concludere il salvataggio per il quale erano usciti dal porto. Il canoista, al telefono, viene tranquillizzato. «Guardi, i soccorsi stanno arrivando. Saranno lì immediatamente». Dopo qualche minuto, infatti, viene trovato in mare a due miglia dalla Torre del Marzocco, là dove aveva detto di trovarsi. È un livornese di 35 anni e all’arrivo dei militari è in buone condizioni di salute. Sono le 19.45 quando gli uomini in divisa lo fanno salire a bordo. Il loro intervento tempestivo ha fatto sì, inoltre, che a circa 400 metri di distanza venisse recuperata anche la canoa, ribaltata in mare, ma non danneggiata.
Proprio da ieri la capitaneria di porto ha intensificato il pattugliamento costiero con l’operazione “Mare Sicuro 2019”, con il progetto presentato venerdì mattina a Livorno dal contrammiraglio Giuseppe Tarzia. La “sorveglianza speciale” durerà per tre mesi, fino al termine della stagione estiva. Per questo i militari della costiera ricordano a tutti i diportisti di osservare le buone norme della navigazione ogni qualvolta ci si avventuri in mare. In vigore, fra l’altro, i nuovi limiti di velocità, che non devono essere superiori ai dieci nodi entro i 500 metri dalla costa. —
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