Gioco
Il ritorno del bipolarismo, a Livorno l'esperimento locale in anticipo su Roma
I quattro ballottaggi che si svolgeranno il 9 giugno nel territorio della nostra edizione, vedono contrapposti i candidati di centrosinistra a quelli del centrodestra
LIVORNO. Il voto di ballottaggio non è certo una novità dalle nostre parti. Tra i comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti, solo Collesalvetti è all’esordio assoluto in questo genere di votazione mentre Livorno, Rosignano e Cecina hanno già avuto modo di vivere in passato l’ebrezza del secondo turno elettorale.
Un po’ a sorpresa, ma nemmeno poi più di tanto, i quattro ballottaggi che si svolgeranno il 9 giugno nel territorio della nostra edizione, vedono contrapposti i candidati di centrosinistra a quelli del centrodestra. Il Movimento 5 Stelle è fuori da tutte le partite. A cominciare da Livorno, dove appena cinque anni fa aveva conquistato contro tutti i pronostici la guida del Municipio: all’epoca Nogarin, dopo aver ottenuto solo il 19% al primo turno, era stato capace di intercettare quel “tutti contro il Pd” che era il sentimento prevalente tra i livornesi. Forse proprio l’illusione di governare col 52% del consenso cittadino (la percentuale raccolta al ballottaggio), mentre di voti “veri” il M5s aveva solo il 19%, è stata una della cause della clamorosa sconfitta, perché questo dato può spiegare il crescente malumore della maggior parte dell’opinione livornese nei confronti dei provvedimenti della giunta Nogarin.
Ancora peggiori le prestazioni elettorali del M5s a Collesalvetti e a Rosignano, dove risulta essere la quarta forza alle spalle in entrambi i casi di una lista civica. A Cecina, infine, i grillini si fermano al 10% o poco più. Insomma, nell’area livornese si ripropone già quel bipolarismo tra la coalizione di centrodestra nella sua forma classica (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia) e la coalizione di centrosinistra a guida Pd ma con il sostegno, in alcuni casi decisivo, di liste di centrosinistra.
Uno scenario che, secondo gli analisti politici, potrebbe configurarsi a breve a livello nazionale se il governo giallo-verde dovesse implodere nel breve periodo. Dunque Livorno, ancora una volta come 5 anni fa, potrebbe anticipare le strategie politiche del Paese: qui è iniziata l’ascesa del M5s e qui ora il Pd e alleati possono iniziare a risalire la china, col centrodestra saldamente unito a tentare l’exploit.
Siamo talmente avanti che qualcuno ha già suggerito un accordo tra Pd e M5s, con l’ingresso di esponenti grillini nella futura (ed eventuale) amministrazione di centrosinistra , in modo da contrapporsi al centrodestra. Per ora i grillini livornesi hanno detto no, ma chissà... Tra qualche tempo potrebbero registrarsi delle convergenze tali da far nascere due poli “equilibrati”. Un nuovo esperimento locale da esportare a Roma?
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