Gioco
Cocaina nascosta in un terreno avrebbe fruttato 160mila euro
Nell’involucro 250 grammi di polvere bianca e a poca distanza un bilancino La dose secondo le Fiamme gialle sarebbe stata quadruplicata dopo il “taglio”
L’aveva sotterrata in un terreno per evitare di nascondersela in casa. Forse pensava che prima o poi, le forze dell’ordine, lo avrebbero scoperto. È per questo che la guardia di finanza, in un campo incolto a lato della strada regionale Pisana-Livornese fra Vicarello e Ospedaletto, ha trovato 250 grammi di cocaina pura e un bilancino di precisione. Erano all’interno di due diversi involucri ermetici, impermeabili alla pioggia, fra cui un barattolo. Con la “polvere bianca” che – secondo le Fiamme gialle – era destinata quasi esclusivamente al mercato livornese.
I militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Livorno della guardia di finanza, guidati dal tenente colonnello Gabriel Baron, ora devono cercare di risalire allo spacciatore. Le indagini sono solo all’inizio. Quasi sicuramente si tratta di un intermediario, che a giorni avrebbe dovuto far recapitare la cocaina ad altri pusher, che poi l’avrebbero venduta ai consumatori finali in “quartini” da 0,25 grammi, al prezzo – spiegano dalla Finanza – di 40 euro ciascuno.
Secondo i calcoli dei militari la sostanza stupefacente, una volta “tagliata”, avrebbe avuto un peso di quattro volte superiore a quello attuale, ovvero un chilo, per un introito potenziale di 160mila euro. Guadagno che è stato stroncato dal blitz dei giorni scorsi. I finanzieri stavano svolgendo un controllo del territorio ad hoc proprio nel comune di Collesalvetti e vedendo della terra smossa, a lato della strada regionale 206, si sono insospettiti. E scavando, dieci centimetri sotto il terriccio smosso senza alcuna ragione apparente, hanno trovato i due involucri.
Prima i 250 grammi di cocaina, poi il bilancino di precisione chiuso in un barattolo. Con ogni probabilità dietro c’era una stessa persona – l’intermediario della droga, ora ricercato – che aveva il compito di sia di rifornirsi che di “tagliare” la cocaina per renderla meno pura e più redditizia. Della vendita sulla piazza livornese, poi, se ne sarebbero occupati altri. I suoi clienti. «Ciò a dimostrazione del fatto che i trafficanti – spiegano le Fiamme gialle – stessero predisponendo il taglio dello stupefacente, per poi confezionare dosi da destinare allo spaccio». La droga sequestrata avrebbe consentito di realizzare quattromila dosi.
I finanzieri, dopo il ritrovamento degli involucri, hanno immediatamente informato l’autorità giudiziaria. E ora stanno cercando di collegare la droga a un nome e un volto. Le indagini sono solo all’inizio. Irrilevante, secondo gli inquirenti, la proprietà del terreno: non ha niente a che vedere con chi ci ha nascosto la droga. —
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