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Romiti: «Noi niente alleanze» Ma corteggia l’elettorato M5S
Il candidato sindaco attacca lo sfidante al ballottaggio sul tema dell’antifascismo Toni più distesi sul Movimento. Poi rilancia sul brand Mascagni e le gare remiere
Mentre l’accordo tra il centrosinistra di Luca Salvetti e Buongiorno Livorno è al centro di un caso, Andrea Romiti si smarca e annuncia che non chiederà alleanze agli altri candidati a sindaco del primo turno. «Noi non crediamo alle vecchie alchimie di partito», dice il volto del centrodestra, attaccando poi Salvetti perché «ha urlato all’antifascismo anche per le sue alleanze di queste ore, quando invece il fascismo non esiste più».
In realtà Romiti guarda anche verso i Cinque Stelle per vincere il ballottaggio del 9 giugno: lo dimostra quando parla delle «cose positive che ha fatto il Movimento in questi anni», lo conferma mentre spiega di voler «portare avanti l’iniziativa M5S di Livorno capitale italiana della cultura 2021», lo certifica rivolgendosi direttamente agli elettori del Movimento parlandone come di un «progetto interessante formato da persone libere che sanno decidere sui programmi».
«Mi piacerebbe sentire Stella Sorgente, ma l’unico accordo che voglio fare è con i cittadini», aggiunge Romiti nell’ottica di «un cambiamento iniziato nel 2014 e tutt’altro che finito».
«PD PIOVRA, BASTA»
Siamo nella sede scelta dal centrodestra in vista del ballottaggio, davanti al teatro Goldoni, dove Romiti riceve i cittadini ogni giorno dalle 18 alle 19. C’è Costanza Vaccaro (Lega), la più votata tra i candidati al consiglio comunale, c’è Elisa Amato (Forza Italia) e c’è anche Marco Valiani, ex grillino che è dentro la coalizione con la lista Livorno in movimento. Poi in via Mayer spunta Guido Guastalla, candidato sindaco del centrodestra nel 2004, quando prese il 24,2% per un totale di 24.183 voti, addirittura 2mila in più di domenica scorsa.
«Il Pd è una piovra che ha bloccato la nostra città per anni – continua Romiti – il Movimento 5 Stelle l’ha indebolita, noi vogliamo continuare quel lavoro e tagliare tutti i tentacoli rimasti». Poi il riferimento che non ti aspetti. «Guardate, ho apprezzato molto il comunicato di Potere al Popolo: in un passaggio parlano del Pd come “sinistra capitalista”, hanno ragione, è quello che pensiamo anche noi».
«DA MODÌ AL PALIO»
Romiti torna poi ad attaccare Salvetti perché «non ha espresso solidarietà a Carlo Savi», il presidente di Uniport che nei giorni scorsi ha trovato due proiettili nella portiera dell’auto. «Stare zitti su queste cose rischia di far diventare Livorno come certe città del sud», va giù duro il candidato del centrodestra. E il programma? Romiti parla soprattutto di cultura e turismo, racconta di avere «incontrato i vertici dell’istituto Mascagni per un progetto di valorizzazione», aggiunge che «Livorno dovrà diventare la patria di Mascagni e anche di Modigliani, brand a livello turistico che non sono stati sfruttati». Poi l’occhiolino al mondo del Palio marinaro. «Con noi – annuncia – le gare remiere torneranno al centro della città, la gente deve sentire di più l’appartenenza al suo rione, deve cenare in piazza e tifare per il suo quartiere. Sì, penso al Palio marinaro come al Palio di Siena: sarebbe un sogno». —
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