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Buongiorno Livorno vuole l’apparentamento con Salvetti

Juna Goti
Buongiorno Livorno vuole l’apparentamento con Salvetti

L’assemblea vota il cambio di rotta e dice di «accettare» l’apertura di Pd e alleati. «Mai la destra e vogliamo incidere». Ma la proposta del giornalista è un’altra...

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LIVORNO. Per rompere il ghiaccio nella sede di via Carraia, di fronte a penne e telecamere, la capolista Valentina Barale e la presidente Silvia Giuntinelli si affidano alla lettura di un comunicato firmato dal direttivo e scritto dopo una lunga assemblea in notturna al nuovo teatro delle commedie. Recita così: «Buongiorno Livorno accetta la proposta di Luca Salvetti, sì all'apparentamento al ballottaggio con ingresso di Bl nella sua coalizione».

È un punto di svolta, anche un punto di non ritorno per la forza di sinistra che è nata a ridosso delle elezioni del 2014 e che fino a oggi ha sempre fatto del no al Pd una bandiera. Anche tre mesi fa, all’inizio della campagna elettorale, il gruppo rappresentato da Marco Bruciati ha scelto di non correre in un unico schieramento di centrosinistra, di presentare un proprio candidato sindaco e di allearsi con Potere al Popolo. Alla fine, però, il quarto polo che sperava nel ballottaggio è rimasto quarto. Certo con un bagaglio di voti importante: quasi 12mila per Bruciati, in tutto 6.653 per Buongiorno Livorno (8,23%) e 4.030 per Potere al popolo (4,99%).

Ma di fronte al ballottaggio tra la coalizione di Salvetti (tutta o quasi a trazione Pd) e la coalizione di Romiti (tutta o quasi a trazione leghista) la coppia Pap-Bl è subito scoppiata. Il primo ha deciso di non dare indicazioni di voto: per la serie, mai con le destre e mai con il Pd. Il secondo ha fatto il passo anche più lungo della mattonella e ha «accettato» l’apparentamento formale, quindi direttamente sulla scheda elettorale, pronto a governare la città con Salvetti, con i Dem, con il Futuro dell’ex Andrea Raspanti e con il resto della coalizione. «A larghissima maggioranza», secondo quanto riferito da Barale e Giuntinelli, l’assemblea ha scelto di imboccare questa strada, sicuramente non facile e per certi versi coraggiosa per la storia di Bl, sia in nome dell’antifascismo, del tutti contro le destre, sia per incidere davvero nell’arte dell’amministrare il territorio e non fare solo testimonianza.

Il punto è che mai Salvetti fino a oggi ha proposto a Buongiorno un apparentamento formale: ha semmai sempre parlato pubblicamente di un accordo politico e di governo da stringere sulla base di cinque punti. Linea che ha ribadito anche ieri pomeriggio.

Ma muovendosi sul sottile filo delle parole, da Bl controbattono di avere interpretato così l’apertura. «L’offerta che Salvetti ha fatto in un video – dice Barale, la più votata dei suoi – è passata nella nostra assemblea, che ha deliberato di adottare l’unico strumento legale previsto dalla normativa italiana per allargare un governo tra il primo e il secondo turno elettorale». Tanto da essersi presentati davanti ai giornalisti con la delega per l’apparentamento già firmata, dando appuntamento a Salvetti per oggi a mezzogiorno in Comune per presentare insieme gli atti necessari, prima che domenica scada la possibilità di farlo.

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«Salvetti – è la posizione del gruppo – ha proposto a Bl di partecipare al governo della città allargando la coalizione che lo sosterrà al ballottaggio e di indicare alcuni temi prioritari su cui lavorare. L'assemblea, organo sovrano di un'associazione antifascista per statuto, non ha mai considerato la possibilità di aprire la via al candidato di una destra sbilanciata verso posizioni apertamente fasciste e razziste». Allo stesso tempo «si è dichiarata sicura e forte del lavoro svolto negli anni e pronta a un passo importante: rappresentare gli interessi della città nelle sedi istituzionali senza limitarsi alla pura testimonianza, ma incidendo sulle decisioni chiave su temi come una nuova visione della mobilità sostenibile, un miglioramento della gestione dei rifiuti e della raccolta differenziata, l'urgenza di un nuovo presidio sanitario».

Da qui la decisione di provare la strada dell’apparentamento, «un modo chiaro, trasparente che responsabilizza tutte le parti in causa davanti agli elettori ed evita le ambiguità e le contraddizioni degli accordi sotto banco o in separata sede». «Siamo certi – conclude il documento di Bl – che questa nuova coalizione unita sarà premiata dagli elettori come la più rappresentativa della città contro l'approssimazione e l'abbrutimento di una destra incapace e dannosa».

Ok, ma se l’apparentamento non c’è? «Resta l’indicazione di voto per Salvetti – rispondono nel pomeriggio dalla sede – ma stiamo all’opposizione».

Ecco: pur chiamandolo «tecnicismo», che l’apparentamento formale non è sul tavolo lo ribadisce poco dopo lo stesso candidato sindaco del centrosinistra. Quindi che si fa? —
 

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di Redazione web