Gioco
Dal pensiero al regalo con Danilo Avelardi tutti i momenti diventano preziosi
Da 45 anni è la gioielleria per eccellenza nel cuore cittadino di via Ricasoli È uno scrigno di famiglia. «Da noi grande professionalità ed esperienza»
IN VETRINA
Tra poche settimane lagioielleria di Danilo Avelardi festeggerà il suo quarantacinquesimo compleanno. Era infatti il 24 giugno 1974 quando lo storico negozio aprì i battenti affacciato sulla via Ricasoli dove si trova tuttora: «Era un negozio piuttosto piccolo – spiega Danilo Avelardi - ed in seguito è stato ingrandito. Realizzai però un negozio assai moderno avendo il vantaggio di essere stato col mio lavoro precedente molto in giro per l'Italia ed all'estero».
La carriera lavorativa di Danilo Averlardi comincia infatti assai presto: «Ho iniziato a lavorare a 17 anni facendo dapprima il fattorino e poi il commesso da Vittadello».
Al proposito molti ricorderanno l'imponente insegna luminosa verticale del vasto negozio Vittadello Euromoda che, situato in via Grande all'angolo con via della Madonna, faceva parte di una importante catena commerciale specializzata nell'abbigliamento: «Negli anni Sessanta – racconta – Vittadello apriva tanti negozi e per questo ho davvero girato tutta l'Italia. Ogni volta che veniva aperto un nuovo punto vendita dovevo infatti occuparmi della sua organizzazione, della formazione del personale ed anche dell'allestimento delle vetrine. Ho vissuto per 5 anni a Roma dove vi ho aperto tutti i negozi Vittadello. Sono stato poi a Genova, a Ravenna, a Carrara e così via. E' stato un lavoro pieno di soddisfazioni, ma nel 1970 pensai che era arrivato il momento di cambiare strada».
Danilo Avelardi entra così nel mondo degli orologi come rappresentante della ditta Inora di Milano, per cui lavora sino agli inizi del 1974 quando arriva infine l'opportunità di aprire un negozio di gioielleria avendo acquisito nel frattempo la necessaria conoscenza di quel settore.
«Quando ho aperto il mio negozio – ricorda – nel 1974, si potevano contare a Livorno centoventicinque licenze per la commercializzazione di gioielli. Licenze che erano rilasciate dal Comune e dall'autorità di Pubblica sicurezza e che in seguito sono state liberalizzate. Attualmente gli operatori sono meno di un terzo rispetto ad allora. A quell'epoca il settore era d'altronde basato in larga maggioranza sull'oreficeria ed essendo a conduzione familiare è mancato nel tempo il necessario ricambio generazionale». E' comunque tutto il comparto, dalla produzione alla vendita, ad essersi trasformato in questi ultimi decenni: «Si è verificato un cambiamento epocale – continua Avelardi – Certi prodotti di oreficeria, come braccialetti e catenine, si vendevano facilmente sino agli anni 2000 ed oggi molto meno. In passato si era più legati alle tradizioni per cui nascite, cresime, comunioni, fidanzamenti, matrimoni, diplomi o lauree erano tutte occasioni per regalare un oggetto prezioso. Soprattutto da una decina d'anni a questa parte il nostro lavoro è cambiato completamente e ci siamo dovuti adeguare. E ciò ha comportato un forte innalzamento del livello professionale».
Nel contempo si è evoluta anche la produzione orafa, come, ad esempio, quella aretina: «Alla recente fiera dell'oreficeria di Arezzo, che si è svolta ai primi di aprile, sono stati proposti, a livello nazionale e per il mercato estero, modelli ed idee di gioielli che solo vent'anni fa ce li sognavamo». In decenni di attività non è mancato qualche episodio divertente: «Nel 2000 furono girate qui in negozio diverse scene della miniserie televisiva Per amore per vendetta di cui era protagonista Massimo Dapporto. Mi ricordo che le riprese durarono tre giorni e tre notti. E poi quando la fiction fu trasmessa nel gennaio del 2001 ho rivisto il negozio in televisione. E' stata un'esperienza molto bella». —
Roberto Riu
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