Gioco
«Allarghiamo la coalizione» Tour di Salvetti in 30 piazze
Il candidato del centrosinistra: «Tre livornesi su 4 non hanno votato a destra» Sul tavolo un accordo politico. E fa la prima telefonata a Bruciati (Buongiorno)
Sul manifesto che la coalizione di centrosinistra ha fatto stampare in vista del ballottaggio c’è scritto: “Per Livorno contro le destre”. Lo slogan parla un linguaggio chiaro. Come chiaro è il messaggio che Luca Salvetti manda al mondo della sinistra all’indomani del primo turno elettorale: allarghiamo la coalizione. Non con apparentamenti formali – almeno non è questo che è stato messo subito sul piatto ieri – ma con un «accordo politico e di programma serio» per il governo della città. Senza usare con le forze che ci staranno il bilancino della «vecchia politica», come la chiama il giornalista, ma comunque senza chiudere le porte ad eventuali assessorati. È la prima mossa che il candidato fa nella sede di via Marradi: la prima insieme all’annuncio che da oggi al 9 giugno andrà in trenta piazze e luoghi simbolo della città per presentare sette temi, con bozze di delibera, che rappresenteranno le priorità di un eventuale governo di centrosinistra .
Seduti accanto a lui ci sono volti della coalizione: Marco Chimenti (Articolo Uno), Giovanna Cepparello (Futuro), Cinzia Simoni (Casa Livorno), Adriano Tramonti (Pd). Le prime parole sono proprio per dire che «al ballottaggio continuano ad esserci tutte e quattro le liste: il rapporto è indipendente dalle percentuali prese e il progetto futuro della squadra di governo va avanti seguendo quanto pensato tre mesi fa». Una sottolineatura che arriva dopo il divario – divarione – registrato tra il Pd (29,6%) e tutti gli altri: Futuro al 2,7%, Casa Livorno al 2%, Articolo Uno rimasto sotto l’1%. «Con intelligenza politica – sottolinea Salvetti – sono tutti qui a ragionare con un bello spirito per una Livorno che rialzi la testa e dica no alla destra, con i valori di democrazia, progressismo e antifascismo del suo dna». Sta di fatto che il motore elettorale del candidato civico non sono state le liste ma il partito, che oggi Salvetti dice di non avere «mai sentito come un fardello».
Parentesi: risponde per le rime a Filippo Nogarin che ieri riferendosi alla coppia del ballottaggio ha parlato di «un mediocre contro un grande mediocre»: «Ricordo che Alessandro Cosimi andava a salutare con rispetto istituzionale chi entrava in Comune, viceversa il sindaco attuale ha usato toni sprezzanti e altezzosi come l’atteggiamento che ha tenuto in questi anni». Poi torna a guardare alla sinistra: «Ho già iniziato a parlare con i candidati dell’area. Andrea Romiti ha preso intorno al 26%: vuol dire che un livornese su quattro ha votato la destra, ma anche che tre livornesi su quattro non si riconoscono in quella visione. Ed è a questi che ci riferiamo». Ok, ma ha già alzato il telefono? «Con Carina Vitulano (LiC) ci siamo già scambiati qualche messaggio, ho incrociato Luigi Moggia (Pci) e Barbara La Comba (PLi). E ho chiamato Marco Bruciati stamattina: ci incontreremo».
Buongiorno Livorno è senza dubbio la forza delle forze a sinistra, quella che con Potere al Popolo ha preso complessivamente intorno al 14% (quasi 12mila voti per Bruciati). È chiaro quindi che si cerchi di partire da qui. «Ci sono tanti punti per la città che stanno a cuore a noi e a loro», ribadisce Salvetti, che in sostanza mette sul tavolo un «accordo politico e di programma» per chiedere che «in base a quello le forze siano favorevoli a sostenermi e a impegnarsi al governo della città. Riprendiamo il cammino iniziato tre mesi fa...». «Nei prossimi giorni riuniremo le assemblee di Bl e Pap – risponde per ora Bruciati – poi gli comunicherò la decisione presa».
Intanto Salvetti mette in chiaro che non farà ufficialmente i nomi di papabili assessori prima del ballottaggio. Chissà se c’entra anche un po’ di scaramanzia, visto che una scelta di questo tipo non ha portato benissimo in passato né a Marco Ruggeri (Pd) né a Stella Sorgente (M5S). «I tecnici bravi – la chiude per ora – in Comune ce li abbiamo già, la giunta dovrà avere carattere politico. Nomi? Se ne parla il 10 giugno». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
