Il Tirreno

Livorno

Il candidato di Buongiorno: «Abbiamo perso, con Pd o centrodestra Livorno tornerà indietro nel tempo»

Giulio Corsi
Il candidato di Buongiorno: «Abbiamo perso, con Pd o centrodestra Livorno tornerà indietro nel tempo»

Livorno, la delusione di Marco Bruciati: «Credevamo davvero nel ballottaggio, su cosa fare adesso decideranno le nostre assemblee»

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LIVORNO. I proiettori sparano sui muri i dati in diretta provenienti dall’ufficio elettorale del Comune, ma più crescono le sezioni scrutinate e più il nome di Marco Bruciati è inchiodato al quarto posto col 14 per cento e spiccioli. Nel fondo di via Carraia, tra la Venezia e il porto, dove Buongiorno Livorno e Potere al Popolo hanno messo su casa, qualcuno prova a consolarsi con la torta alla cioccolata della compagna Daria, moglie di Pardo Fornaciari che scuote la testa: «Peccato».

L’aria è tesa, la delusione palese. Che non fosse una bella giornata, da queste parti lo si era capito fin dalla mattina con le notizie provenienti da Barcellona, dove Ada Colau, la sindaca di Barcelona en Comú, tra le ispiratrici del movimento di Bruciati, era stata sconfitta dal candidato del partito separatista catalano perdendo la guida del Comune.

Una bandiera rossa, senza simboli, sventola sulle spalle affaticate di un ragazzo, mentre fuori, sul marciapiede si consumano decine di sigarette e si discute su che cosa fare adesso. Appoggiare Luca Salvetti, smentendo di fatto il motivo stesso per cui Buongiorno è nato, vale a dire la creazione di una sinistra diversa, completamente diversa dal Pd? Oppure tenere la barra dritta e lasciare al ballottaggio libertà di scelta al popolo buongiornino rifiutando qualunque alleanza elettorale (o addirittura di governo) col centrosinistra a trazione dem? «Deciderà la nostra assemblea», risponde Marco Bruciati, smentendo quanti nelle scorse settimane avevano sussurrato di intese già raggiunte con Salvetti.

Accompagnato da Stefano Romboli e dal giovane Davide Vicari, il candidato sale le scale del municipio e ammette la sconfitta: «Ci aspettavamo di più, quando parlavamo di andare al ballottaggio, noi ci credevamo per davvero. Immaginavo rispetto alle Europee un calo del Partito Democratico, di almeno 6 punti, che girassero su di noi. In realtà non sarebbe bastato lo stesso. I livornesi hanno scelto di buttarsi sull’usato. Siamo delusi - rincara Bruciati - perché a nostro avviso il ballottaggio era alla portata. Quando ci si pone obiettivi e non si raggiungono bisogna ammetterlo: abbiamo perso. Ma allo stesso tempo siamo orgogliosi di aver aggregato tanti giovani e tante persone che avevano smesso di fare politica in una carte maniera. Aggiungo che siamo l’unico soggetto fuori dai partiti nazionali ad aver raggiunto risultati così importanti».

E ora? Bruciati guarda la coalizione di Luca Salvetti ed evidenzia le sue perplessità, mandando messaggi neanche troppo trasversali ai suoi ex compagni di strada Andrea Raspanti e Giovanna Cepparello, fuoriusciti da Buongiorno e fondatori di Futuro, la lista per Salvetti che avrebbe dovuto fare del giornalista un candidato “civico” ma che si è fermata ad un deludente 2.6%: «Il ripulisti che qualcuno aveva annunciato attraverso la presenza di altre liste è inesistente - attacca Bruciati -. Hanno fatto finta che il Partito Democratico non fosse il treno di questo candidato, in realtà Salvetti è chiaramente il candidato del Partito Democratico».

Sembra una chiusura secca ad un appoggio al Pd, ma il candidato di Buongiorno frena: «Ripeto, sono questioni che discuteremo in assemblea. La nostra natura è di forma assembleare, Buongiorno e Potere al Popolo si riuniranno e deliberanno sull’indicazione per il ballottaggio, se ci sarà una indicazione. Resta il fatto che la mia analisi oggi evidenzia che con questo ballottaggio la città tornerà indietro: da una parte c’è un centrosinistra a forte trazione Pd e nonostante qualcuno abbia ripetuto che non era Pd, il 9 giugno rischiamo di trovarci al governo della città un Partito Democratico col 29%. Dall’altra c’è una destra che secondo noi non interpreta le esigenze e i bisogni del territorio. A questo proposito devo dire che i voti del centrodestra sono sempre quelli, Andrea Romiti ha preso gli stessi che prese Marco Taradash nel 2009, con la differenza che stavolta c’è una trazione leghista maggiore rispetto agli anni scorsi e questo è più preoccupante, ma credo che Livorno possa avere gli anticorpi per non derivare fino a quel punto. Ecco di fronte a questi due scenari ci assumeremo la responsabilità di come muoverci nel giro di pochi giorni».

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