Gioco
Cannito fuori dal consiglio comunale dopo 15 anni: «Mi aspettavo di più»
Livorno, brutta sorpresa per il prof alla quarta corsa da sindaco: «Come si dice tutti sono utili ma nessuno è indispensabile»
LIVORNO. Per la prima volta dopo ben 15 anni non siederà più in consiglio comunale Marco Cannito. Il candidato sindaco dei record, il leader di Città Diversa sostenuto anche dalla lista La Sinistra, con la sua quarta corsa consecutiva alla carica di primo cittadino, sarà fuori. Lo dicono i numeri. E alle 20 di lunedì 27 maggio è proprio lui, il prof di diritto ed economia aziendale veterano delle campagne elettorali e consigliere comunale di lungo corso, a commentare questa brutta sorpresa. Perché così è stato. «Tutti siamo utili ma nessuno è indispensabile».. E’ il suo primo pensiero. Innegabile l’amarezza. E’ l’amaro in bocca di chi, come dice, «mi aspettavo di più: purtroppo un conto è la fiducia nella persona, un altro sono gli schieramenti».
Ha aspettato la fine dello spoglio nel quartier generale di piazza Xx Settembre. E’ all’ombra di Canapone, infatti, che nelle settimane scorse ha inaugurato la sua prima sede elettorale. «Mi dispiace, perché vista la mia esperienza, potevo dare ancora un valido contributo alla nostra città: l’esperienza che ho acquisito in tanti anni poteva essere utile, comunque è andata così, ne prendo atto». La filosofia viene in aiuto a Cannito: «Come si dice, in tutte le cose c’è sempre un inizio e una fine». La storia racconta che quando nel 2004 Cannito debuttò con la lista civica Città diversa portò a casa 3.178 voti (3,19%). Nel 2009 – con un’alleanza formata da Città diversa, Sinistra critica e Verdi – balzò a più del doppio: 8.496 consensi personali (9,08%), quasi 2.500 in più rispetto alla coalizione. Nel 2014, a braccetto con Dasul, la lista degli anti-discarica e pro-annessi al Limoncino di Rosaria Scaffidi, scese al 6,3% (5.411 voti). Oggi la situazione è diversa. Molto. È sceso a meno del 3%. Eppure guarda al prossimo sindaco e vuole essere concreto.
«Mi auguro che il sindaco che verrà pensi alla situazione sociale della città, all’economia che non gira, al lavoro scarso e ai disoccupati». E ancora: «Purtroppo considerando la situazione nazionale mi aspettavo questo risultato, compreso il successo del centro destra di Romiti». Sul ballottaggio non si sbilancia. Adesso ha voglia di pensare a sé, alle sue passioni. «In questo modo potrò dedicare più tempo alla famiglia, alle mie passioni dell’archeologia e della lettura». E ribadisce: «Il voto dei livornesi va rispettato».
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