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Colpi di pistola sull’auto del capo della Uniport Ancora al lavoro i periti

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LIVORNO. Proseguono le indagini dei carabinieri sui due proiettili trovati giovedì mattina sull’auto del presidente della cooperativa Uniport, Carlo Savi. L’imprenditore – che vive a Salviano – mercoledì notte aveva sentito due forti boati all’esterno della sua abitazione, che solo la mattina successiva – vedendo i fori sulla portiera dal lato del guidatore – ha capito che potessero essere dei colpi di pistola.

I militari del Reparto operativo di Livorno – guidati dal tenente colonnello Armando Ago – attraverso il Nucleo investigativo stanno svolgendo tutti gli accertamenti del caso, d’intesa con la procura che ha aperto un fascicolo contro ignoti. Sull’indagine vi è il massimo riserbo. È stata già disposta, ed è tutt’ora in corso, la perizia balistica, i cui risultati sono attesi per i prossimi giorni. Purtroppo – secondo quanto ricostruito – nella notte fra mercoledì e giovedì nessuno avrebbe collegato i forti rumori a degli spari, motivo per il quale dal quartiere non è partita alcuna chiamata al 113 o al 112 per chiedere un intervento delle pattuglie. Così, solo la mattina successiva, Savi ha potuto avvisare i carabinieri. Che sono intervenuti sequestrando il mezzo.

«Ricopro il ruolo di presidente di Uniport dal febbraio del 2014 – aveva spiegato Savi – e finora non mi era mai successo niente di simile. Da quando sono al timone della società, siamo cresciuti tantissimo. Forse stiamo dando noia a qualcuno», è l’ipotesi del manager, che collega l’accaduto al suo lavoro di responsabile della cooperativa, che dà lavoro a 130 persone e ha un fatturato annuo di otto milioni di euro. —

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di Redazione web