Il Tirreno

Livorno

dopo l'alluvione: messa in sicurezza

Zona stadio, residenti in rivolta contro le lettere di esproprio: "Mai stati interpellati"

Flavio Lombardi
Zona stadio, residenti in rivolta contro le lettere di esproprio: "Mai stati interpellati"

Livorno, nasce un comitato con 150 persone: "Vogliono riportarci agli anni Settanta tra zanzare e serpenti e i lavori dureranno anni"

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LIVORNO. Le lettere di esproprio di parte dei terreni condominiali spedite dalla Regione Toscana sono fresche di consegna, e gli abitanti soprattutto quelli di via Montelungo, via dei Pensieri, via Rodocanacchi e via Lusena, sono arrabbiati. Vogliono capire. Vogliono spiegazioni riguardo ai lavori di stombamento del Rio Ardenza, che interesseranno la zona e la trasformeranno. Ieri sera molti residenti si sono riuniti con quasi 150 firme nel “Comitato Rio Maggiore” che nei prossimi giorni registreranno all’Agenzia delle Entrate, per poter conferire a pieno titolo con Francesco Pistone, ingegnere del Genio Civile che guida i progettisti per la messa in sicurezza del fiume. C’è già una data dell’incontro: la mattina di giovedì 30 maggio nei giardini retrostanti i palazzi di Via Montelungo. Cioè, proprio in quella lingua di terra diventata negli anni un parco pubblico - a spese dei privati- che confina con un lato del Campo Scuola e che è destinata a sparire per scoprire di nuovo l’alveo del corso d’acqua, coperto nella prima metà degli anni ’70.

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Steno Spina, residente in via Montelungo 16, è critico: «Verso il 1972, ci trovavamo nella medesima situazione nella quale Regione e Genio, hanno deciso di riportarci quasi come se si dovesse prendere la macchina del tempo. Vogliono aprire un fosso, al bordo dei palazzi, contravvenendo una legge del 1904 che prevede la distanza minima dalle case di 10 metri. Perché stombare qui, quando a disposizione c’è uno spazio come quello del Campo Scuola che non è stato nemmeno preso in considerazione? Non solo: dovremo vivere per anni con un cantiere sotto casa...». Spina continua: «Al ponte dei cimiteri di Ardenza c’è una luce di un metro e mezzo di diametro e qui ci vogliono fare il Po, proseguendo con Via Toti dove c’è un muraglione. Per non parlare dell’Accademia e la grata che c’è. Sconvolgono le nostre vite. Si metta in sicurezza, magari facendo una doppia tombatura parallela».

Anche Barbara Tinucci non ci sta: «Non siamo stati consultati da nessuno. Il 21 maggio sono arrivate le lettere di esproprio a quelli del civico 19 di via del Pensieri, dando 30 giorni di tempo per quantificare il valore del pezzetto che sarà stombato, più il valore dell’area che fino al termine dei lavori sarà adibita a cantiere. Abbiamo scoperto che sotto il parcheggio dietro la curva nord dello stadio ci passano tutte le utenze, faranno prima quei lavori costruendo due ponti, uno in via dei Pensieri e uno in via Rodocanacchi e chiuderanno via Lusena. La sicurezza viene per prima cosa, ma vorremmo capire meglio». C’è paura anche per le vibrazioni causate dai macchinari al lavoro ed eventuali lesioni create ai palazzi. Vincenzo Gioni, altro abitante del condominio di cia dei Pensieri esibisce la lettera di esproprio: «Siamo preoccupati per la stabilità dello stabile, ma anche per le ricadute igieniche. Prima qui c’erano ratti, serpenti, zanzare, spazzatura. Oltre al disagio vedremo le nostre case svalutarsi».

Ivo Magagnini è uno dei residenti storici di via Montelungo: «È dal ’70 che vivo qui, e non voglio nemmeno ricordare in che condizioni era la zona. Dopo il tombamento, abbiamo adottato l’area, facendone un verde pubblico senza che il comune abbia mai speso niente. Si deve fare per sicurezza? Per carità, si faccia ciò che serve. Ma i morti nella zona ci sono stati per negligenze di chi non ha avvisato». Magagnini si interrompe, la voce si rompe per l’emozione: «Ricordo quel maledetto sabato, alle 21,30, mia figlia che abita a Torino, ed è in protezione Civile con i Cavalieri di Malta, mi telefonò dicendomi di non uscire di casa che sarebbe successo un macello. Sapeva lei a distanza, mentre qui se ne sono fregati».


Andrea Catania perderà il posto macchina e segnala che la parte espropriata del proprio condominio perderà anche l’isola adibita ai bidoni Aamps. «In via Lusena le attività commerciali andranno in ginocchio, l’edicola del Campo Scuola in difficoltà. I lavori, dicono, avranno la durata di 456 giorni. Ci dovevano chiamare prima e condividere i progetti. Aprire il fiume comporterà che nelle giornate di vento fogli e scatole dei banchi del mercatino andranno nel rio, così come le bottiglie di birra di tanti incivili che vanno allo stadio che ora si trovano nel parcheggio dietro la nord».

 

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di Redazione web