Gioco
Spari all’auto del presidente di Uniport: «La mia cooperativa dà noia a qualcuno»
Livorno, il responsabile ha trovato due proiettili di pistola nella portiera. Si pensa a un’intimidazione. Indagano i carabinieri
LIVORNO. Ha sentito due boati nel cuore della notte. Anche se sul momento è tornato a dormire, non dandoci particolarmente peso. Poi, una volta uscito di casa, ha trovato due proiettili di pistola conficcati in una portiera della macchina. Episodio inquietante nella notte fra mercoledì e giovedì scorsi in una zona isolata di Salviano. Vittima della probabile intimidazione – sulla quale stanno indagando i carabinieri del Reparto operativo di Livorno, guidati dal tenente colonnello Armando Ago – il presidente della cooperativa Uniport, Carlo Savi. È accaduto sotto casa sua. Il manager non sa spiegarsi quanto successo, anche se non si sottrae dal fare delle ipotesi. «Ricopro questo importante ruolo dal febbraio del 2014 – dice – e finora non era mai accaduto niente di simile. Da quando sono al timone della società, siamo cresciuti tantissimo. Forse stiamo dando noia a qualcuno…».
Sull’indagine dei militari vi è il massimo riserbo. Per ora non si esclude alcuna ipotesi. Si segue ogni pista possibile, con l’auto già sequestrata su cui sono state effettuate delle perizie balistiche. I colpi (due) sono stati esplosi da una pistola nel cuore della notte. Il compito degli inquirenti è capire innanzitutto che modello sia. Nessuno, nella notte, avrebbe sentito nulla, tanto che non risultano chiamate di allarme né ai centralini del 113, né a quelli del 112. L’unico ad aver udito i boati sarebbe stato lo stesso Savi, come conferma lui stesso, che però ha avvertito i militari solamente la mattina successiva, poco dopo essersi svegliato e aver scoperto i fori sull’auto. «Non lascio mai la macchina fuori dalla mia abitazione – dice – ma siccome l’indomani dovevo svegliarmi presto e avevo a disposizione poco tempo, l’ho lasciata in sosta in strada, vicino a casa mia. È stato un atto vile di cui non so spiegare l’origine. Ricordo benissimo quei due colpi di pistola: era l’una di notte. Ho paura, ma preferisco non fare ulteriori commenti su questa vicenda».
L’imprenditore è chiaramente sotto choc. Mai avrebbe immaginato di essere vittima di qualcosa del genere. Gli inquirenti pensano che si sia trattato di un’intimidazione, anche se non si esclude qualunque altra ipotesi. La risposta arriverà solamente dalle indagini del Nucleo investigativo del Reparto operativo dell’Arma dei carabinieri di Livorno. La cooperativa Uniport – stando alle ultime informazioni – è una realtà importantissima della nostra città, con 130 lavoratori e otto milioni di euro di fatturato. È nel settore delle operazioni portuali, offrendo servizi ai terminalisti del porto labronico di carico e scarico navi, stivaggio merce, rizzaggio e carichi eccezionali. Con una «grande esperienza e un metodo collaudato negli anni per gestire anche le operazioni più complesse e di garantire la sicurezza delle merci dei nostri clienti», si legge sul sito web che ne presenta l’attività».
Compito dei carabinieri sarà capire i motivi che stanno dietro a due colpi di pistola: nessuno, a Salviano, quella notte avrebbe visto o sentito nulla.
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