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Portualità 4.0, memorandum dal conclave targato Europa

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LIVORNO. A poche ore dal voto che dovrà disegnare il nuovo Europarlamento, dal conclave livornese di Espo – l’associazione che raggruppa le istituzioni portuali di tutto il continente – arriva un appello-memorandum che, per disegnare l’orizzonte dei prossimi cinque anni delle Autorità portuali, guarda a autonomia finanziaria degli enti e crescita infrastrutturale come direttrice di sviluppo per l’intermodalità in uno scenario dominato da robotizzazione e digitalizzazione.

«È finito il tempo in cui l’Authority faceva solo da sovrintendente», dice il presidente irlandese di Espo, Eamonn O’Reilly: serve una nuova capacità di «governare gli straordinari cambiamenti che vivremo». Isabelle Ryckbost, segretario generale di Espo, insiste sul fatto che il nuovo Europarlamento e la Commissione Europea avranno «un ruolo centrale nella definizione delle politiche economiche ed ambientali dei prossimi anni».

Nel memorandum si mette l’accento sulla qualità dell’aria: lo smog prodotto dalle navi, soprattutto nella sosta in porto, è fra le principali fonti di inquinamento nelle città portuali.

Altro aspetto da sottolineare è la competitività: non una formulazione generica ma l’idea che in questa fase della globalizzazione sia la logistica uno dei principali fattori della competizione fra sistemi.

Poco prima della fine dei lavori, l’interventoi di Ingvar Mathisen, direttore generale del porto di Oslo, ha annunciato che il prossimo anno la sede della Espo Conference sarà nella capitale norvegese. —

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