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Livorno

STAGNO: LA RABBIA DEI RESIDENTI 

«Una donna ha rischiato di morire: strisce pericolose serve subito un semaforo»

Stefano Taglione
«Una donna ha rischiato di morire: strisce pericolose serve subito un semaforo»

Nuova raccolta firme per chiedere di mettere in sicurezza il tratto dell’Aurelia Intanto la 28enne investita si è svegliata ma è sempre in prognosi riservata

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«Gli automobilisti vanno troppo forte. Io lì neanche ci provo ad attraversare». In una frase Michela Macchi sintetizza il pensiero degli abitanti di Stagno. C’è molta preoccupazione nella frazione di Collesalvetti dopo l’ennesimo incidente lungo l’Aurelia. Vittima – martedì scorso, in pieno giorno – la ventottenne Veronica Isabella Giangreco, che era a spasso col cane e che è stata travolta da una macchina sulle strisce di fronte alla raffineria dell’Eni. La donna è sempre ricoverata in rianimazione in prognosi riservata, anche se nelle ultime ore si sarebbe svegliata, dando lievi segni di miglioramento. L’animale purtroppo è stato abbattuto dal padrone – il fidanzato della giovane, suo proprietario – a causa delle gravi ferite.

«Su quell’attraversamento bisognerebbe piazzarci un bel semaforo con le telecamere puntate – propone Alessia Antonucci, che lavora nel centro estetico Keope – anche perché non ci sono lampioni e i pedoni non si vedono». «Sembra di stare al Gran Premio a Monaco», aggiunge la sua titolare, Jessica Cecconi, paragonando l’Aurelia a un circuito di Formula Uno. «Abbiamo fatto diversi esposti – spiega Roberto Giovannetti, il titolare del Circolo Arci stagnino – ma purtroppo non è mai cambiato nulla. La strada è dell’Anas, ma non ci hanno mai ascoltato. Bisognerebbe intervenire urgentemente: loro devono dirci come». D’accordo anche Lanfranco Ciardelli. «Una volta è morto pure un dipendente dell’Eni mentre attraversava. Ma io non ci metterei un semaforo… migliorerei la segnaletica». «Il semaforo andrebbe messo, ma con il tasto di chiamata – sottolinea Gennaro Piccirillo – perché verso le 17-17.15, in ogni giorno lavorativo, escono da lavoro 70-80 dipendenti Eni che puntualmente attraversano la strada per andare a riprendere le macchine, parcheggiate dall’altra parte». «Ci sono anche le fermate del bus, qualcosa bisognerà pur fare per la sicurezza…», è attonito Mario Miola.

Il 22 maggio – a tutta una serie di enti fra il Comune e Anas – è stata consegnata l’ennesima raccolta firme, stavolta presentata da Valentina Gentini, un’abitante della frazione. «Ho voluto sollevare questo problema – dice – perché questo tratto di strada è molto pericoloso e non esistono semafori o dossi che permettano il rallentamento del traffico. È centro abitato e va tutelato: è giusto porre rimedio al più presto per vivere in maniera più tranquilla, serena e tutelare anche i nostri figli che per andare a scuola devono attraversare proprio lì». «Bisognerebbe ridurre la velocità delle auto ai minimi termini», propone in linea generale Mario Moretti. «Magari con un autovelox dove c’è il ristorante “La Pergola” e costruendo una rotatoria dove c’è l’intersezione con la via Aiaccia», argomenta Maurizio Cherchi. Proprio in quel punto, mercoledì sera, un uomo in scooter ha sbattuto contro un’auto che stava svoltando a sinistra. Lui veniva da Livorno, l’automobilista da Pisa. Per fortuna non è grave. «Ho visto che portavano via il motorino – racconta Paolo Orsini – ma qui il problema sono le persone al volante. Appena vai piano ti superano, suonano… per questo succedono gli incidenti. Chissà cosa accade la notte, sento sempre rumore di clacson». «Bisogna vietare alle persone di svoltare attraversando le corsie opposte – è arrabbiato Ivo Bacci – perché così succedono gli incidenti. Lo fanno sempre, anche dove è proibito. Ci sono le rotatorie: servono anche per tornare indietro. Che le usino». —



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