Toscana
Porto, lo scavalco ferroviario si fa: "A luglio partono i lavori"
Livorno, il ministro Toninelli e il governatore Rossi firmano (con Authority, interporto e Fs): è la ferroviaria per “allungare” le banchine verso Guasticce
LIVORNO. La platea dei super-esperti europei manco se ne accorge ma assiste a un miracolo che neanche il sangue di san Gennaro: è la firma che sblocca lo scavalco ferroviario, cioè la direttissima che via binari fa dell’interporto di Guasticce una sorta di “banchina lunga” che allarga le superfici utili grazie al “porto fuori dal porto”. In calce a nove pagine e 3.400 parole, ecco che nella sala Mascagni al terzo piano Danilo Toninelli (ministro delle infrastrutture), Enrico Rossi (presidente della Regione Toscana), di Maurizio Gentile (amministratore delegato di Rfi, gruppo Fs), di Pietro Verna (commissario dell’Authority) e Rocco Guido Nastasi (presidente dell’interporto) scrivono i loro nomi. Sono presenti anche il sindaco Filippo Nogarin con l’assessore Alessandro Aurigi, il prefetto Gianfranco Tomao, dirigenti dell’Authority (Gabriele Gargiulio e Claudio Vanni).
È un miracolo in sé: lo aspettavamo da anni ed è una novità importante il fatto che il numero uno di Rfi (Fs) dica al Tirreno che «siamo in grado di far partire a luglio la fase preliminare dei lavori», puntando a terminarli «nei primi mesi del 2022» (il primo incontro dovrebbe esserci a Roma la prossima settimana). È un miracolo per i rapporti istituzionali: l’accordo arriva dopo che per mesi fra Firenze e Roma si sono susseguite sberle proprio su tale vicenda. È un miracolo perché siamo in campagna elettorale: a tre giorni dal voto, il ministro M5s ringrazia pubblicamente il governatore avversario.
Si tratta di un piccolo passo per un treno ma un grande passo per il porto (e l’interporto). Beninteso, il binario dentro l’interporto c’è già fin dalla primavera di 13 anni fa: ma fino a poco tempo fa di treni-container ne aveva visti pochini. È dal 2015 che i convogli la smettono di essere Ufo: 141, meno di tre alla settimana. Poi l’impennata: l’anno successivo sono 239, poi 424. Triplicati in due anni, segno che la domanda c’è.
Lo “scavalco” consente ai treni di dribblare l’intoppo appena fuori dal porto sovrapassando la linea ferroviaria tirrenica Pisa-Roma all’altezza della stazione di Livorno Calambrone. Gentile ne legge anche la conseguenza sul territorio: meno camion sulle strade livornesi. Lo vede però come «un primo passo». Il secondo? «Sarà la ferrovia che collegherà l'interporto alla Collesalvetti-Vada». Ma l’accordo di programma sull’area livornese indica anche altri due interventi che non riguardano Livorno ma potrebbero avere qui da noi forti conseguenze: 1) il bypass di Pisa per collegare l’area interportuale alla linea per Firenze; 2) l’allargamento delle gallerie appenniniche della Prato-Bologna perché con lo standard Pc80 possono passare carri merci più larghi e tir su ferro.
«Fare sistema», è il mantra di Toninelli nella sua tappa livornese: e lo scavalco serve a questo «fare sistema fra porto e interporto così che le merci entrino e escano dal porto di Livorno in modo più efficiente e veloce»: così– dice dalla tribuna di Espo – si «consentirà al porto di Livorno di accrescere il ruolo di “calamita” per gli investimenti e favorirà la cooperazione tra sistemi territoriali e infrastrutturali più vasti».
Rossi torna sull’esigenza di accelerare i tempi: è per questo – ricorda – che la Regione ha accettato di mettere sul piatto «20,2 milioni su 27». Aggiungendo che «non recupererò i 2,5 milioni che abbiamo anticipato» (al posto del governo in ritardo nell’erogazione): i soldi saranno girati alle Fs per «il progetto esecutivo del raccordo con la rete europea».
«La Regione – dice il consigliere regionale Pd Francesco Gazzetti – dimostra ancora una volta di avere a cuore il futuro di Livorno». «Dicono che il M5s vuole bloccare il Paese, niente di più falso», dice il deputato pentastellato Francesco Berti segnalando su Facebook che Toninelli, a Livorno per supportare la campagna elettorale di Stella Sorgente, ha firmato per «sbloccare un investimento da 27 milioni per il nostro porto: abbiamo aperto un dialogo per rendere Livorno il porto franco della Toscana».
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