Gioco
Granchi robot per catturare la plastica fino alla Meloria
Il progetto “Blue Resolution” illustrato allo Scoglio della Regina dal Centro di Ricerca sulle tecnologie del mare del Sant’Anna di Pisa
Le plastiche stanno invadendo mari ed oceani, ma oltre a quelle fluttuanti a pelo d’acqua, ne esistono molte altre, anch’esse delle più varie dimensioni (macroplastiche e microplastiche), che si trovano invece adagiate sui fondali: al loro monitoraggio ed al successivo ricupero è appunto destinato il progetto “Blue Resolution” che è stato illustrato, insieme ad altre soluzioni del settore, allo Scoglio della Regina durante l’Open day del Centro di Ricerca sulle tecnologie del mare e di robotica marina dell’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore di Sant’Anna di Pisa: un appuntamento che, organizzato come di consueto nella giornata dedicata a Santa Giulia, ha richiamato scolaresche anche da fuori Livorno (erano presenti alcune di Carrara) e diversi visitatori venuti ad informarsi sulle nuove frontiere della scienza e come queste possano ottenere un riscontro pratico in vari campi come appunto lo studio e la salvaguardia del mare.
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«Al progetto Blue Resolution – spiega Marcello Calisti (Istituto di biorobotica – Scuola Superiore Sant’Anna) – stiamo lavorando da circa un anno. È infatti partito nel giugno scorso ed è di durata triennale venendo cofinanziato da Arbi Dario, un’azienda privata che lavora col mare e quindi ha interesse a preservarlo. Lo scopo di Blue Resolution è proprio questo ovvero creare un robot innovativo capace di individuare plastica e microplastica sui fondali marini la cui quantità sembra essere molto più elevata di quella in superficie». È stato così realizzato un robot-granchio, munito di sei gambe, in grado di muoversi come un crostaceo ed in fase di sperimentazione: «È stato già testato – continua – pochi giorni fa qui allo Scoglio della Regina e sarà nuovamente sperimentata il 7 giugno durante un convegno in Fortezza Vecchia. L’8 giugno parteciperà poi col Cibm (Centro interuniversitario di biologia marina) ad un intervento di pulizia nell’area della Meloria dove nel gennaio scorso si è incagliata una barca a vela».
Altre operazioni sono previste ai Tre Ponti ed all’isola d’Elba.Nei due anni successivi il granchio-robot sarà quindi sperimentato nella rimozione della macroplastica e nell’impiego di filtri per la microplastica nei sedimenti ovvero nella sabbia dei fondali. Restando in ambiente marino è stato illustrato anche il progetto “PoseiDrone”, un robot soffice che con i suoi tentacoli è simile ad un polpo: «Poseidrone – racconta Lorenzo Mannucci (Istituto biorobotica – Scuola Superiore Sant’Anna) – è nato come robot per l’esplorazione marina in maniera non invasiva e con i suoi tentacoli riesce a muoversi sul fondo senza danneggiarlo. Può esplorare relitti, prelevare campioni, eseguire tante operazioni di questo tipo». Sempre sul tema dei robot morbidi è stata infine descritta la loro utilizzazione, ad esempio, in campo medico come strumenti di diagnostica.
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