Gioco
Candidati, ok all’Urban Center ma in ordine sparso sui rifiuti
All’iniziativa organizzata da “Per la Rinascita di Livorno” piace a tutti l’idea di un’istituzione che sulle scelte informi e apra il confronto con i cittadini
Sei candidati dei nove sindaco presenti nell’auditorium della Cna per un incontro organizzata da “Per la Rinascita di Livorno”: Barbara La Comba, Stella Sorgente, Luca Salvetti, Ina Dhimgjini, e Luigi Moggia, Marco Cannito. Si è ricordata la produzione di documenti e dibattiti promossi dall’associazione presieduta da Fabio Canaccini: dal progetto per lo spostamento del depuratore dalla Fortezza Nuova ad altra localizzazione, le Colline livornesi, le sue ville e la proprietà pubblica da recuperare, la discussione sul nuovo piano strutturale. Per giungere ad un documento di intesa di 13 argomenti che riguardano: la centralità del lavoro, il piano strutturale, le infrastrutture, il porto e le sue attività, il commercio, il turismo, lo sport, l’ambiente, la mobilità, il Rivellino, la gestione dei rifiuti, i servizi sanitari, socio-sanitari e sociali e l’associazionismo. Non c’era tempo per parlare di tutto. Ed allora, Giuspeppe Mascambruno, giornalista in veste di moderatore ha chiesto ai protagonisti cosa pensino al proposito dell’idea Urban Center e l’eventuale staff fatto di competenze. Per La Comba, l’Urban Center deve tener conto del decentramento e far acquisire ai cittadini l’informazione che serve. Quindi, comitati territoriali, con rappresentanti eletti. Secondo Sorgente, questa realtà è in continuità con il Cisternino di Città. Un luogo da dedicare alle varie tematiche, almeno una volta al mese. Per Salvetti, il richiamo all’esperienza verificata a Cagliari nel 2012: dove i soggetti collaborano sul territorio e nei quartieri, con l’amministrazione. Un modo «per andare verso la città e i suoi bisogni. Dobbiamo prendere esempio da altre città del Mediterraneo. Da Marsiglia, Barcellona, Siviglia e Valencia. Rinnovate, senza scordare le loro tradizioni». Per Dhimgjini, parlare di Urban, equivale a coniugare elementi principali come creatività, innovazione ma anche sviluppo per altri luoghi di progettualità. Moggia, pensa ad un Urban Center proiettato all’interesse del collettivo, auspicando un corretto rapporto fra democrazia rappresentativa e democrazia diretta. Cannito denuncia una macchina comunale disastrata, dove tutti ormai hanno paura a prendere decisioni. Aprirsi al mondo, avere supporto e competenze, tende a ricostruire fiducia reciproca. Altro argomento scottante, per una risposta chiesta ai candidati, il trattamento dei rifiuti, con l’impianto di termovalorizzazione che potrebbe essere reinterpretato e vissuto come centro di propulsone di una economia circolare del rifiuto. Per Sorgente, i Cinque Stelle tendono al superamento dell’inceneritore. Un cammino progressivo a risanamento Aamps avvenuto. Quindi, chiusura a fine concordato nel 2021. Visione diversa per Salvetti che fa richiamo all’Europa. Secondo la quale si deve andare invece verso una evoluzione di questi impianti. Quello di Livorno che inquina poco, semmai è posizionato in una zona dove già si inquina molto. Valutare il sistema generale dei rifiuti in ambito generale, è la strada maestra. Per Dhimgjini rifiuti e ambiente non si leggono separatamente. E poi si chiede quanto ancora mettere le mani nelle tasche della gente, quanto ancora chiedere sforzi ai dipendenti della partecipata. Per Moggia, sì allo spegnimento graduale, modificando nel frattempo il criterio della raccolta differenziata, a giudizio di Cannito chi governa si è avventurato su una strada tardi e male, massacrando la sua delibera del 2010. Ridurre i rifiuti e individuare le migliori tecnologia per il residuo. Perché, o si brucia o si porta in discarica. Chiude La Comba. «L’inceneritore serve, l’alternativa è la discarica e le discariche italiane fra due anni saranno sature. Vogliamo un inceneritore lontano? Parliamone con la regione. Ma ci vuole comunque, puntando però al massimo sul riciclo». —
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