Il Tirreno

Livorno

i negozi della nostra storia

Il mio giorno da regina: “Le Spose” più belle vestono l’esperienza di Teresa Costanzi

Roberto Riu
Il mio giorno da regina: “Le Spose” più belle vestono l’esperienza di Teresa Costanzi

Livorno, l’atelier di via Ricasoli è un’istituzione in città: qui i sogni diventano realtà con abiti pronti o su ordinazione. «Ho cominciato a 16 anni» 

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LIVORNO. La scelta dell'abito da sposa è di certo uno dei momenti più emozionanti fra i molteplici preparativi del matrimonio: da decenni, in vista di quel giorno speciale, le future spose livornesi (e non solo) possono appunto trovare il loro punto di riferimento in Teresa Costanzi col suo atelier affacciato sulla via Ricasoli dove è in grado di mettere a disposizione un'ampia gamma di soluzioni e soprattutto consigliare quella più indicata alla luce della sua lunga esperienza nel settore.

«Ho cominciato a lavorare giovanissima – spiega Teresa Costanzi – avevo 16 anni quando mi sono messa a cucire i vestiti da sposa che era la cosa che mi piaceva di più. Per imparare dapprima sono andata nei laboratori di due bravissime sarte di Stagno dove a quel tempo abitavo. Poi ho frequentato per due anni la Scuola di taglio e cucito Belli & Cardon che era qui a Livorno in piazza della Vittoria». La storia si srotola e si racconta grazie all’iniziativa “I negozi della nostra storia” organizzata da Tirreno e Confcommercio.

Dopo avere avviato l'attività verso la metà degli anni '60 nel suo laboratorio a Stagno Teresa Costanzi si trasferisce attorno al 1990 in corso Mazzini dove apre un piccolo negozio per ingrandirsi poco dopo spostandosi in un altro fondo più ampio, ma sempre nella stessa via, dove ha lavorato per molto tempo sino al trasferimento, avvenuto 11 anni fa, nell'odierno atelier intitolato “Le Spose” che dispone di una vasta galleria espositiva.

«Nel corso degli anni – commenta – i vestiti da sposa sono cambiati, ma tutto sommato non più di tanto. Oggi c'è maggiore scelta. Prima gli abiti da sposa li facevamo tutti noi. Ovvero erano realizzati da me e dalle mie sarte sempre su misura. Dalla seconda metà degli anni '90 sono state poi introdotte parecchie linee di vestiti già pronti. Comunque continuiamo a fare l'uno e l'altro ovvero abiti pronti e su ordinazione. Ed in ogni caso mettiamo sempre qualcosa di nostro».

Una dimostrazione della sua arte nel tagliare i tessuti e nel confezionare i vestiti la possiamo, fra l'altro, osservare in alcuni brevi spezzoni di un filmato in bianco e nero risalenti ad una ventina d'anni fa ed inseriti nel video di presentazione dell'atelier scaricabile dalla propria pagina web.

In genere lungo sino ai piedi, raramente sopra la caviglia, col décolleté più o meno pronunciato, l'abito da sposa è tradizionalmente bianco: «Ma una quarantina d'anni fa, lavoravo sempre a Stagno, mi capitò una cliente livornese, una ragazza bellissima, che mi chiese un abito di velluto nero tutto ricamato di bianco e con le perle. Venne qualcosa di stupendo e ricordo che la gente rimase incantata». E' molto vasta anche la scelta dei tessuti in seta, dallo chiffon al tulle, dal georgette all'organza: «Il mikado è più consistente, mentre l'organza e lo chiffon sono più leggeri e voluminosi. Col tulle si fanno poi sia gli abiti che il velo».

Nell'abito nuziale il velo è infatti uno degli elementi più importanti e ve ne sono di vari tipi e misure: «In genere i veli più lunghi che ho fatto sono sui tre metri. Ma è capitata una cliente che lo ha voluto di tanti metri quanti gli anni di fidanzamento. E così è venuto di 7 metri. Però, anche se molto di rado, sono stati pure richiesti veli di dieci-undici metri che ci volevano poi i paggetti o le damigelle per portarli».

Oltre all'abito da sposa, completo di tutti gli accessori, l'atelier fornisce gli abiti da cerimonia per i partecipanti al rito nuziale come la mamma dello sposo la quale deve vestire in modo particolarmente elegante: «Può indossare anche un tailleur, ma specialmente in piena estate è preferibile un vestito lungo, un po' scollato, magari con sopra qualcosa di pizzo o di chiffon».
 

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