Il Tirreno

Livorno

il presidente del pd in cittÀ 

Gentiloni a Casa Salvetti «Riprendere Livorno sarà la notizia più bella»

Flavio Lombardi

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Paolo Gentiloni, presidente del Pd, arriva con poco più di mezzora di ritardo rispetto alle 12,30. Prima di entrare al comitato elettorale di Luca Salvetti sindaco, in via Marradi (molte persone resteranno fuori, ndc), parla del voto e delle sue conseguenze. «I cittadini – spiega – sanno quale è la possibilità che ha il centro sinistra di offrire una alternativa credibile sul piano europeo ed economico. Sanno anche che abbiamo fatto il percorso che era necessario. Con una nuova leadership, una bella lista, una forza per recuperare in tante città. Una è Livorno. Dove credo che Luca Salvetti che tutti conoscono, possa essere il nuovo sindaco che interrompe una fase complicata per questa città».

Sul voto europeo Gentiloni teme che l’Italia si orienti sul fronte del nazionalismo e del populismo. «Sarebbe un ulteriore fattore di isolamento. Per continuare ad avere voce in capitolo, le posizioni progressiste, sono l’unica soluzione all’emarginazione. Il riaffacciarsi della bestia del nazionalismo è pericolosa – va avanti – Tocca a noi svegliare le persone dal torpore. Salvetti sindaco, può essere un segnale di controtendenza di esempio per altre realtà». Dopo l’introduzione del consigliere regionale Pd Francesco Gazzetti, è il momento del candidato sindaco. «Livorno deve ritrovare sorrisi e certezze. Certezze legate al nostro programma per una visione che ci proietti verso il futuro in chiave moderna. Da cronista, ho negli occhi immagini di chi agitava la bandiera del Movimento, entrando nell’ufficio del sindaco e ballando sullo scranno. Una immagine che voglio cancellare. Il Comune è di tutti e le bandiere di partito, non ci devono entrare». Gentiloni non dimentica il riferimento locale. «Tornare a governare Livorno sarà una delle più belle e straordinarie notizie delle prossime elezioni. Abbiamo bisogno di chi sa tenere insieme la conoscenza dei problemi, la competenza, i legami con il territorio e la visione corretta del significato di amministrare una città». L’ex premier, non si scorda un riferimento a Carlo Azeglio Ciampi. «Dobbiamo a questo straordinario livornese una gratitudine particolare, che resta di grande attualità in questo periodo in cui si manifesta la malattia del nazionalismo». —

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di Redazione web