Il Tirreno

Livorno

Lavoro per studiare ma la vostra indifferenza cancella tutti i miei sogni

Irene Pellegrini*
Lavoro per studiare ma la vostra indifferenza cancella tutti i miei sogni

Livorno, la commessa di un market di via Grotta delle Fate scrive alla vicesindaco: «Premiata come centista, due anni fa mi disse di diventare qualcuna...» 

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A luglio in via Grotta delle Fate partono i lavori per l’esecuzione di lavori di messa in sicurezza idraulica dopo la tragica alluvione del settembre 2017. La strada sarà chiusa per diversi mesi, con pesanti conseguenze per le attività commerciali esistenti: questa la lettera inviataci da una commessa che ha paura di perdere il posto di lavoro.

Irene Pellegrini*

Egregia signora vicesindaca, le scrivo in quanto non sono riuscita a parlare durante la riunione di domenica tenutasi al centro Grotta delle Fate. Mi chiamo Irene, ho 21 anni e studio Mediazione Linguistica e Culturale a Siena. Per permettermi gli studi lavoro al supermercato Dpiù dislocato nella suddetta sede.

Due anni fa, durante l'incontro da voi indetto con gli studenti centisti appena usciti dai diversi licei, lei, signora vicesindaca, mi ha stretto la mano, mi ha sorriso e mi ha augurato di diventare qualcuno, di fare la differenza e ha affermato che il futuro della città un giorno sarebbe stato nelle nostre mani, nelle mani dei giovani, di coloro che emanano energia e idee con la speranza di farla davvero quella differenza di cui voi tanto ci avete parlato. Oggi, sempre voi, mi state tagliando le gambe (e a tutti coloro coinvolti in questa emergenza). Chiudendo il passaggio verso il nostro punto di lavoro, io e come me i miei colleghi più giovani saremo i primi a perdere il posto, in quanto siamo quelli che relativamente saranno meno colpiti dal calo delle vendite.

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Ieri le hanno posto tante domande, alcune illecite, altre alle quali non era lei a dover rispondere. La capisco, anche io mi sono trovata sulle spalle delle responsabilità che non dovevano spettare a me e ne sono uscita molto peggio di come è riuscita a uscirne lei ieri sera.

Scrivo a lei non perché io voglia accollarle altri pensieri, semplicemente perché io due anni fa ho incontrato lei ed è stato grazie a lei e alle sue parole durante quell'incontro che non mi sono tirata indietro davanti ad una vita di lavoro e studio e niente più.

Scrivo a lei perché ieri in quell'aula c'era lei, e lei ha visto e sentito la disperazione rinchiusa in quelle mura e le posso assicurare che conseguentemente anche le mura di casa hanno avvertito la stessa disperazione se non peggio. Al che non le pongo domande, volevo soltanto raccontarle la mia storia non per egocentrismo, ma per ricordarle che le parole che diciamo, che dite, non sempre cadono sul vuoto. Spesso vengono accolte e perseguite, per poi rimanere delusi sul finale.

Io personalmente ci ho provato a fare la differenza e non avrò mai rimpianti, se non di essere nata nella città sbagliata, dove chi ci dovrebbe proteggere oggi ci porta alla rovina. Sono consapevole del fatto che non riceverò risposta alcuna e che probabilmente neanche mai leggerà questa mia lettera, ma come a voi non vi ha bloccati sei mesi fa il peso di oltre 200 famiglie rovinate, a me non mi blocca oggi la vostra indifferenza. Ringraziandola anticipatamente per la sua attenzione. La saluto cordialmente.

*commessa supermercato


 

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