Il Tirreno

Livorno

Da Livorno al successo, i Gary Baldi Bros volano nel cielo amaranto

Claudio Marmugi
Da Livorno al successo, i Gary Baldi Bros volano nel cielo amaranto

Il gruppo dei “Fratellini” dopo il sold out dei due concerti al Goldoni lancia una ballata dedicata all’alluvione: il ricavato andrà in beneficenza

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LIVORNO. L’impresa è di quelle che entrano nel mito: gruppo pop-electro nato a Livorno, in attività dal 2009, riempie teatro neoclassico dell’800 per due sere trasformando il Goldoni in una discoteca per duemila spettatori. I Gary Baldi Bros, la band formata da sei professionisti fuori del comune (cercateli, se vi capita, in versione “Circus” quando propongono i brani dance in chiave unplugged), sei talentacci cresciuti a pane e pentagramma, per festeggiare i dieci anni di carriera, si sono regalati un sogno: costruire la festa perfetta accompagnando la loro performance con un’orchestra di 26 elementi (l’orchestra Modigliani di Mario Menicagli, diretta dal maestro Stefano Brondi) e ben due cori da oltre 60 persone (“Monday Girls” e “Springtime” entrambi diretti da Cristiano Grasso).

Lo spettacolo è stata l’occasione per celebrare un traguardo, ma anche per annunciare un nuovo corso. Quasi a sorpresa, infatti, in chiusura dei due show, i Fratellini hanno proposto un brano inedito “Cielo Amaranto”, insolitamente in italiano, struggente ballata che trasforma in parole e musica il dolore e le reazioni della città all’alluvione. La canzone, che farà da apripista a una nuova fase dei “Gary Baldi”, sarà presto scaricabile dalle principali piattaforme online e il ricavato andrà interamente in beneficenza alla città.

I PROTAGONISTI

Emiliano Geppetti, livornese, 45 anni, dice di aver ha avuto un’infanzia tranquilla – senza nessuna folgorazione particolare per la musica: negli anni’90 si limitava a cantare in una rock band, i “Fuoco Fatuo”. Poi si è accostato al teatro, in particolare al “musical”, e da lì le cose in ballo sono un po’cambiate. Partendo, un po’ per scherzo, dalla periferia livornese, ha interpretato un “Rocky Horror Show”, poi un “Little Shop of Horror”. Dopo pochi anni e solo qualche provino era interprete dei principali musical internazionali, dal “Jesus Christ Superstar” con Ted Neeley diretto da Massimo Romeo Piparo a Romeo&Giulietta, da “Shrek” a “Capitan Uncino” passando per le oltre 500 repliche de “La Bella & la Bestia” (targata Disney), diretto da registi come Tato Russo, Gigi Proietti, Lucio Dalla, Saverio Marconi, Fabrizio Angelini, Claudio Insegno, Paolo Ruffini, Giuliano Peparini. Adesso è uno dei performer di musical tra i più quotati del panorama italiano.

Carlo Bosco, il “Ray Manzarek” dei Gary Baldi Bros, è nato a Livorno nel 1974 ed è figlio d’arte (madre attrice e regista, padre scenografo). Ha iniziato a suonare la pianola Bontempi a 3 anni, sostituita presto con un pianoforte verticale. Un anno di organo elettrico col Maestro Giorgi gli apre gli occhi in maniera definitiva: da quel giorno non ha più smesso di suonare. Compone musica per centinaia di spettacoli teatrali e cortometraggi, suona “live” nei musical di mezza Italia, collabora coi “Delta V” e con “Le 5” approdate ad X-Factor. Nel 2003 è con i “Lovely Rita & The Radio Star”, nel 2004 coi “Rec”, nel 2008 co-fonda i “Gary Baldi Bros”. Ha lavorato come barman, ha fatto il promoter per una banca – dal 2009 insegna pianoforte. Nel 2013 produce e pubblica il suo primo disco come “Jackf” e inizia la sua attività di arrangiatore. Nel 2017 ha creato a Livorno un suo studio, il “Jackf Studio” dove sviluppa tutte le sue fantasie musicali (compreso il complessissimo arrangiamento dello show del Goldoni).

Raffaele Commone. La sua famiglia, a Livorno dal 1968, lo ha fatto nascere a Castellammare di Stabia, nel 1971. Rimasto orfano di padre a 5 anni, all’età di 11 anni si è accostato alla batteria. In parallelo allo studio dello strumento si è specializzato in comunicazione e grafica pubblicitaria (a lui si deve anche la parte “arty” dei Gary Baldi), che, presto, lo ha portato ad aprire, fin dal 1994, una sua agenzia di grafica, “Meteora” (come grafico ha collaborato ai cd di Sony e Virgin). Come batterista, ha animato la scena musicale livornese per tutti gli anni’90 e 2000, passando dagli “Amici di Zenigata” ai “Beati Paoli”, dai Rec agli spettacoli del Nido Del Cuculo (di cui ha curato anche l’immagine). Adesso ha anche un negozio di personalizzazione di t-shirt “Badside” (in via Enrico Mayer, a Livorno), aperto col direttore dell’orchestra del concerto del Goldoni, Stefano Brondi. È padre di Irma, che sognava di vederlo suonare con “tanti violini sul palco”: desiderio esaudito.

Giacomo Parisi (1976), livornese, è sposato e ha due figli. Laureato in Scienze Politiche, ha un impiego a tempo pieno nel settore delle spedizioni internazionali. La passione per la musica gli è stata trasmessa dal padre, campano, che era solito strimpellare il pianoforte a orecchio intonando canzoni napoletane. Nel 1989 ebbe la fortuna di assistere dal vivo al concerto dei Pink Floyd all’Armando Picchi e da lì fu una totale folgorazione per la chitarra. Nel 1994, l'incontro con Carlo Bosco dà l'avvio ad una collaborazione che attraversa tutta la storia della musica rock livornese, dagli “Steve Sperguenzie” ai “Lovely Rita” (cugini stretti dei “Gary Baldi Bros”). Polistrumentista (è anche tastierista e percussionista), dal 2003 sperimenta quella “synth drum” che si poi rivelerà decisiva nello sviluppo dei GBB. Durante gli show suona una sorta di batteria solo con le mani che, stando in piedi, gli permette di saltare, cantare e coinvolgere il pubblico.

Michele Cuccarini. Livornese, classe 1970, ha iniziato a suonare la chitarra a 5 anni: suo padre è stato il suo primo maestro. Apprendendo molto rapidamente, fu mandato subito a studiare musica all’oratorio. Il primo show da musicista “retribuito” l’ha fatto all’età di 11 anni, a Capodanno. Da lì, l’idea della madre di iscriverlo al conservatorio, ma dato che l’indirizzo di “chitarra” non esisteva ancora fu iscritto a “pianoforte”. All’età di 15 anni ha preso a studiare “chitarra classica”, prima da privatista, poi al Conservatorio (dove ha conseguito il diploma) ed ora la insegna, sia nelle scuole pubbliche che privatamente. È chitarrista dei “Gary Baldi” fin dalla nascita del gruppo, anche se all’inizio l’idea di metter su una band che facesse solo “disco degli anni ’90” non lo convinceva a pieno. Gli è bastato andare in scena una volta per ricredersi sulla bontà del progetto e su un divertimento assicurato ad essere sul palco.

Valerio Dentone è nato a Livorno nel 1980. Ha scoperto il basso elettrico nel 1996, grazie al padre, bassista a sua volta e da quel giorno non ha mai smesso di suonare. Finito l’istituto Nautico ha iniziato a lavorare in una multinazionale (la Prysmian, ex Gruppo Pirelli) dove è rimasto per dieci anni. Nel 2012, la svolta: in piena crisi economica, decide di rinunciare al “posto fisso” per riprendere gli studi universitari e, al contempo, investire maggiori energie nella musica. Tre anni dopo, nel 2015 arriva la laurea, come interprete e traduttore. Nello stesso anno, i Gary Baldi Bros fanno un salto di qualità: inizia la collaborazione con la RGR Agency, che dà respiro nazionale alle tournée del gruppo. Negli ultimi anni ha approfondito lo studio del contrabbasso e la passione per la tecnica del suono e del sound design. In città, tiene corsi di basso elettrico, chitarra e Ableton Live (è un programma di produzione musicale).


 

 

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di Redazione web