Gioco
Salute, Livorno maglia nera della Toscana e siamo tra gli ultimi anche in Italia
Secondo l’indagine del sole 24 ore pochi posti letto all’ospedale, pochi medici di base, geriatri e pediatri, ma anche alta mortalità per tumori e infarti
LIVORNO. C’è un ritornello che Massimo Ferrucci, il segretario del Fials, sindacato con più iscritti dentro al nostro ospedale, ripete da anni: Livorno è la Cenerentola della sanità toscana. Ieri ad avvalorare la tesi del sindacalista è arrivata impietosa, e anche un po’ inattesa, la classifica del Sole 24 Ore, che piazza la nostra città al posto n. 102 in Italia su 107 capoluoghi di provincia in una graduatoria speciale che prova a calcolare l’indice di salute dei residenti utilizzando una serie di elementi, come l’incremento della speranza di vita alla nascita, la mortalità annua per tumore e per infarto, il consumo di farmaci, il numero di posti letto, l’emigrazione verso altri ospedali, il numero di specialisti per paziente.
Siamo ultimi in Toscana e quint’ultimi in Italia secondo il Sole. Tra i dati che ci portano a fondo, uno è quello che i sindacati (tutti) da tempo imputano come grave colpa alla Regione Toscana e alla direzione dell’Asl e che è diventato cavallo di battaglia anche di alcuni candidati a sindaco: il numero dei posti letto dell’ospedale di Livorno e degli altri presidi della provincia.
Livorno è a un record negativo: il Tirreno tre anni fa fece un’approfondita inchiesta sul crollo dei posti nei reparti di viale Alfieri, arrivati a 2.3 ogni mille abitanti contro i 3.3 ogni mille abitanti della media toscana. Ma nulla mai è stato fatto, nonostante le grandi sofferenze della struttura nella gestione dei ricoveri nei momenti di iper afflusso dei picchi influenzali. Non è un caso se a livello di posti letto siamo al 98° posto in Italia, peggio di noi in Toscana fa Pistoia, poi Agrigento, Trapani, Barletta, Vibo Valentia, Sud Sardegna...
Tanto per avere un’idea nel 2012 gli Spedali Riuniti contavano 413 posti letto. Nel 2013 sono diventati 382, l'anno dopo 375, fino a precipitare a 354 nel 2015. Da allora sono stabili. Ma rispetto al 7 anni siamo a 60 posti in meno, anziché in più... Perché? I sindacati accusano la Regione di una palese disparità nell’elargizione di finanziamenti verso i vari ospedali toscani. E non è una questione di mura, di edifici, di ospedale nuovo o vecchio, nè solo di posti letto, ma è una questione di macchinari e di personale medico e infermieristico. Basti pensare alle liste di attesa per operarsi all’ospedale di Livorno lievitate nell’ultimo anno da 1800 a 2800 persone in coda, con punte di 10 mesi per una protesi urgente. Il motivo? Le 9 sale operatorie di viale Alfieri funzionano a pieni giri solo la mattina, mentre nel pomeriggio non c’è personale per utilizzarle tutte. E le liste crescono. E l’Asl, su indicazione della Regione, per tamponare la falla fa convenzioni con i privati...
Eppure, per fortuna, siamo spesso ad elogiare l’ospedale che funziona: perché in questa situazione di difficoltà, di pochi medici e infermieri, di pochi posti letto, di reparti decadenti (basti pensare alle condizioni del 6°, ad esempio), le professionalità di rilievo spiccano e l’opera dei nostri professionisti assume ancora più rilevanza tanto che i livornesi, per fortuna, si fidano sempre più dell’ospedale di Livorno e infatti l’unica voce positiva è quella dei fenomeni di “emigrazione” verso altre strutture, decisamente bassa. Ma non ci sono solo le questioni “ospedaliere” a portare a fondo Livorno e la provincia nella classifica della salute: tra gli elementi dirimenti c’è, ad esempio, la mortalità per tumori, il che implica anche colpe ambientali. Tra il 2012 e il 2016 abbiamo registrato 17,5 morti per tumore ogni mille abitanti, siamo 91° in Italia. A Pisa sono stati 15, a Sassari (top in Italia) addirittura 10,3.
E anche a livello di infarto miocardico acuto non andiamo tanto meglio: siamo all’85° posto in Italia con 2,5 morti ogni mille abitanti. Qui la responsabilità è degli stili di vita. E poi un altro elemento che tutti noi possiamo verificare sulla nostra pelle quando andiamo dal medico: il basso numero di dottori di base che alza per ognuno di loro il numero degli assistiti. Anche qui siamo in fondo alla classifica nazionale (97° posto). Meno di un medico ogni mille abitanti (0,8), il che spiega l’alto numero di massimilisti, che tra l’altro si alzerà ancora con i tanti pensionamenti programmati nei prossimi anni. A Pisa, senza andare tanto lontano, ci sono 1,2 medici ogni mille abitanti... Stesso discorso per i pediatri: 1,5 ogni mille bambini 0-15.
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