Gioco
Provinciali contro Onorato: «È arrogante: ha tanti spazi e si lamenta»
Livorno, il numero due (sospeso) dell’Authority: macché discriminato, a Piombino è il padrone e a Livorno ha Ltm e controlla Porto 2000
LIVORNO. «Il gruppo Onorato detiene il 90% degli slot che partono da Piombino (al punto che è difficile ricavare spazi per altri armatori), è comproprietario di un importante terminal ro-ro a Livorno ed è appena diventato socio di maggioranza della società che gestisce i servizi ai passeggeri dei traghetti e delle crociere nel porto di Livorno (con un anno di ritardo rispetto alle attese per imperfezioni nelle certificazioni relative proprio al gruppo Onorato)».
Massimo Provinciali, dal 2011 numero due dell’Authority (carica dalla quale è stato sospeso per 12 mesi poi ridotti a otto dal Riesame), parte da qui per andare all’attacco contro Vincenzo Onorato, dopo che il patron del gruppo che controlla Moby, Tirrenia e Toremar (ma anche Ltm e Porto 2000) aveva sparato una cannonata contro Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale livornese, accusandola di ritardi, nel porto di Piombino, nell’iter della concessione all’alleanza fra Onorato e Ars Altmann per il traffico di auto nuove. . Se le società di Onorato hanno tutti questi spazi – dice Provinciali – è la controprova che è «difficile dire che vi siano delle ostilità o delle limitazioni da parte dell’ente portuale all’ingresso del gruppo nei porti amministrati dall’Authority».
Provinciali, in una lettera aperta al Tirreno, dice che ritiene «ingiustificabile» il «tono arrogante e violento che il signor Onorato usa nel rivolgersi ad una istituzione emanazione dell’apparato statale». E, aggiunge, «lo dico con maggiore serenità dall’esterno, ora che da qualche mese non svolgo funzioni amministrative nell’Autorità di Sistema Portuale».
Perché Provinciali è sceso in campo? In nome – sottolinea – della «tutela della dignità, personale e professionale, dei colleghi che lavorano negli Uffici dell’Autorità di Sistema Portuale (spesso in situazioni di stress); del commissario Pietro Verna, che sta traghettando con merito l’ente in una situazione nuova e difficile e che non merita certo di essere coinvolto in polemiche pretestuose; e di tutti quegli operatori portuali che, pur soffrendo qualche inevitabile disfunzione dell’apparato burocratico, non si lasciano andare a piagnistei, ma sollecitano la soddisfazione dei propri diritti con garbo istituzionale e nelle forme di legge, anziché fare piazzate sui giornali».
Provinciali cita Onorato quando dice che la principale funzione dell’Authority «dovrebbe essere quella di creare posti di lavoro ed essere promotore dello sviluppo di un territorio, nel pieno rispetto delle regole». Il segretario generale coglie la palla al balzo per dire che «è esattamente l’obiettivo che negli ultimi sette anni l’Autorità portuale ha perseguito, direi anche con un discreto successo, visti i numeri». E rincara: «Il perseguimento dell’interesse pubblico, lungi da favori personali a questa o a quella impresa, è la linea difensiva nella vicenda giudiziaria che mi vede coinvolto e della quale sono sicuro riusciremo a convincere la magistratura giudicante, quando ne avremo l’opportunità». –
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