Italia
La “ gattara” è giovane studia, ha tanti amici e fa le notti in bianco per allattare i cuccioli
Elena, Caterina e Valentina hanno 22 anni: dedicano il loro tempo a mici abbandonati di tutte le età da salvare, curare o svezzare
la storia
Cristiana Grasso
Leone spunta di soppiatto come un marines da una coperta di pile con i puffi e va all’attacco, un cucciolo di gatto rosso che si tuffa in una cuccia incastrata tra i libri dove dormono , altri mici raccattati dalla strada o dai campi e salvati, Piattolina e Prezzemolo, Diavoletta e Vipera, altre storie.
Centinaia di storie all’anno, spesso, ma non sempre, a lieto fine grazie alle gattare che non ti aspetti. Niente abiti informi, capelli scarmigliati, età indefinibile o palesemente avanzata e soprattutto quell’aria da chi grazie ai gatti riempie voragini del cuore. Ma ragazze sportive, un mondo di amici e di interessi, dallo studio allo sport, dall’arte al cinema. E poi appunto il volontariato, per aiutare gli animali in genere e soprattutto i gatti. Ridono Caterina (Crecchi), Valentina (Francini), Elena (Ceppatelli), tutte e tre 22enni, quando qualcuno confronta il disegno che ha fatto la loro amica Luisella Brenda per il loro logo “I Mici delle 3 Grazie” che le raffigura grintose e anche un po’sexy, con l’immagine della minacciosa (e per altro infelice) gattara dei Simpson.
Loro di certo non è per vincere la solitudine che si dedicano giorno e notte alle decine di gatti che salvano, svezzano, curano, ospitano e spesso allattano con il biberon e un impegno davvero snervante, nottate vere e proprie come per i neonati, il rischio sempre in agguato che il gattino non ce la faccia. A muoverle è piuttosto un cuore grande, soprattutto la volontà di dare il loro contributo alla lotta contro l’abbandono e il maltrattamento degli animali. «Ci dà gioia aiutare i più indifesi, gli animali». Le chiamano un po’da tutta la provincia di Livorno e anche da quella di Pisa. Nelle loro ariose e accoglienti case di periferia, tra Nugola, Rosignano e Volterra vivono con i loro genitori («ma sono tutti amanti degli animali, sennò come potrebbero sopportare...? » dicono) e cani, e gatti (di famiglia o di passaggio in attesa di rimettersi in salute e di essere adottati). Entri e te li trovi dappertutto, in salotto e in cucina, arrampicati sui tiragraffi e su quel che resta delle tende delle camere delle ragazze. E Valentina è una è anche una cavallerizza, quindi nel suo regno ci sono anche i cavalli.
Le “tre grazie” si sono conosciute per caso due anni fa, quando già salvare animali era la loro missione, e hanno deciso di unire le forze. Molto attive sui social, soprattutto su Facebook, riescono a ricevere aiuti dai tanti amici, coperte, latte, alimenti, cucce. Poi c’è l’associazione di Cecina “Mici Felici” di cui fa parte Caterina che dà una mano.
«È difficile da credere – racconta Caterina – ma ogni giorno abbiamo segnalazioni di neonati orfani, che può essere uno solo, o l’intera cucciolata. Molti sono gettati nella spazzatura per farli morire, altri lasciati in delle scatole a bordo strada, altri ancora rischiano di morire perché la mamma viene disturbata e smette di allattare. Alcuni ci arrivano in fin di vita, lasciandoci poco dopo, altri riusciamo a salvarli. È molto difficile’’portare a termine’’un neonato orfano, ovvero riuscire ad arrivare ai 60 giorni, non avendo la madre e allattandoli artificialmente. Ho allattato sia cucciolate di cane che di gatto. Per farlo, oltre ad avere esperienza e pazienza, dobbiamo dedicare ai gattini moltissimo tempo, giorno e soprattutto la notte, perché ogni 2, 3 ore i piccoli devono mangiare. Tanti sono stati i dispiaceri, non poter fare nulla se non accompagnarli fino alla fine. La cattiveria, la violenza di cui l’essere umano è capace ti arrivano dritto al cuore frantumandolo in mille pezzi». In casa di Caterina ora ci sono 5 gattini in allattamento, 3 in svezzamento e 1 pronto per l’adozione, nonché 3 gatti adulti neurologici che rimarranno nella sua famiglia.
«Siamo ragazze semplici con una vita un po’ frenetica ma a differenza di tanti altri siamo cresciute con questo desiderio di aiutare gli animali che nessuno può insegnarti o trasmetterti, semplicemente ci nasci. Siamo studentesse universitarie, sognatrici occasionali e gattare a tempo pieno – spiega Valentina – . Abbiamo caratteri molto forti che spesso ci portano a litigare tra di noi ma mai a dividerci perché nonostante tutto è nata una bella amicizia che riesce a farci affrontare ogni ostacolo anche il più difficile, insieme. Il punto fondamentale alla base del nostro lavoro è la sterilizzazione, l’importanza di tutelare il proprio gatto con un gesto di amore vero. Le persone credono che sia contro natura, ci siamo sentite dire che si rischia l’estinzione dei gatti se si sterilizzano tutti. Ma in realtà è la loro vera salvezza. I gattini nati senza essere tutelati all’aperto nelle campagne spesso non arrivano all’età dello svezzamento... Questa è la realtà, in attesa che la situazione migliori e che le persone prendano coscienza che del fatto che gli animali vanno protetti è nostro dovere sterilizzare Ho tenuto gattini in stallo e lo scorso anno mi è morta tra le mani una gattina tutta nera con gli occhi dello stesso colore del cielo, si chiamava Susina. Fa male, è come se ti venisse a mancare la terra sotto i piedi, ti sento disorientata. Recentemente invece mi è stata portata una giovane gattina incinta. Inaspettatamente la notte successiva ha dato alla luce i suoi 4 piccoli ed è stata la prima volta che assistevo a una cosa del genere, avevo paura, ero piena d’ansia non sapevo come poterla aiutare e invece ha fatto tutto da sola in maniera eccellente. Ci chiedono spesso perché siamo rigide con le adozioni, sfido chiunque a non esserlo quando investi tempo, soldi e amore in piccoli esserini che non sempre hai la certezza che sopravvivano. Sono i nostri pezzi di cuore e non possiamo permetterci di aprire Facebook è trovare un annuncio di scomparsa o uccisione sotto una macchina di uno di loro»..
Anche Elena, frequenta l’università «e lavoro qualche ora per mantenermi gli sfizi (animali compresi). La mia vita è iniziata circondata dai gatti, come potevo non essere volontaria? ’Le nostre case diventano asili per gattini. Voi vedete la parte tenera e coccolosa, noi vediamo lettiere, cibo sparso ovunque, piccoli razzi che salgono su tutto, cure giornaliere. È un lavoro impegnativo sia fisicamente che mentalmente. Teniamo ad ognuno di loro, tutti hanno un nome, ognuno è speciale e per loro vogliamo il meglio» . «Per le adozioni - continua Elena - siamo molto criticate per la selettività che abbiamo nello scegliere le famiglie ma io vi chiedo: se doveste lasciare il vostro gatto a qualcuno anche solo per una settimana, non vi informereste su chi lo terrebbe? A me fa sempre paura la responsabilità di scegliere la famiglia perché se qualcosa andrà male sarà colpa nostra e il rimorso sarà grande». —
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