Gioco
La cannonata di Onorato contro l’Authority
«Si è prodigata in favore di altri armatori, ora blocca il nostro progetto sui traffici di auto via nave che porterebbe lavoro a Piombino»
LIVORNO. «Appare evidente come l’Autorità Portuale di Livorno, che tanto si è prodigata negli ultimi anni in favore di alcuni armatori, rilasciando ripetute concessioni temporanee lampo, si sia dimenticata di Piombino, fatta diventare a tavolino con la riforma portuale succursale di serie B dello scalo labronico e quindi non meritevole di attenzioni». Non potrebbe essere più duro l’attacco di Vincenzo Onorato, presidente del gruppo armatoriale della sua famiglia: nel mirino Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale labronica.
Dito puntato contro il fatto che non è ancora arrivato il via libera alla concessione riguardante il progetto nato dall’alleanza fra Onorato e il gigante tedesco Ars Altmann specializzato nella logistica auto (e presentato a Firenze sotto gli occhi del governatore Enrico Rossi nel quartier generale della Regione). Obiettivo: fare di Piombino un polo di smistamento per l’export di auto nuove in direzione Oriente.
Torna lo scontro frontale con l’Authority labronica: non era mancato neanche negli anni in cui al timone c’era l’avvocato Giuliano Gallanti, aveva raggiunto toni accesissimi nell’autunno scorso con la richiesta di commissariare i vertici del porto avendo come bersaglio il presidente Stefano Corsini (e il segretario generale Massimo Provinciali). Poi l’inchiesta choc che, su esposto di una società ora controllata dagli Onorato, aveva portato a fine febbraio alla decapitazione dell’Autorità di Sistema (successivamente dimezzato per Corsini in sede di Riesame). E adesso che a guidare le banchine è stato inviato l’ammiraglio Pietro Verna nominato commissario dal governo gialloverde e che al posto di Provinciali c’è Gabriele Gargiulo? Vincenzo Onorato rincara la dose e spara una cannonata ancor più forte contro Palazzo Rosciano.
«Piombino è in profonda crisi, con una disperata ricerca di posti di lavoro e, ad oggi, l’unica iniziativa reale per questa città è quella proposta dal mio gruppo che la porterebbe far diventare in breve tempo la capitale sud europea per la logistica delle auto e la porta di accesso per questo mercato nel Mediterraneo». E poi l’accusa: «La nostra istanza, che è stata presentata da diversi mesi, è diventata ormai un fantasma invisibile a Palazzo Rosciano, confermando il non interesse dell’Autorità Portuale a generare, fra diretto e indotto, centinaia di posti di lavoro e importanti investimenti in un territorio ridotto alla fame».
In ballo è anche la capacità di mettere in gioco Livorno e Piombino non come due porti differenti bensì, sotto una medesima Authority, come un’offerta logistica in certo qual modo coordinata: e qui stiamo parlando del traffico di auto nuove via mare, una delle specializzazioni ultraventennali del porto di Livorno. Ma con una diversità: mentre Livorno è strutturato finora come porto di arrivo, nel progetto Onorato-Altmann avrebbe una vocazione in uscita.
Onorato chiede «a gran voce» (e «nel pieno rispetto delle normative e delle regole») che si dia «una risposta a chi è a casa in attesa di essere assunto». Del resto, l’armatore ricorda che «la principale funzione di un soggetto pubblico come un’Autorità Portuale dovrebbe essere quella di creare posti di lavoro ed essere promotore dello sviluppo di un territorio, nel pieno rispetto delle regole». L’impresa annuncia di esser pronta a partire e a «realizzare in tempi rapidissimi ciò che abbiamo promesso: sono il mercato e i nostri clienti a chiedercelo». Ma mette sul tavolo anche un’altra promessa che suona come un ultimatum: «Nel caso l’Autorità Portuale frapponesse pretestuosi ritardi procedurali, diventerà ancor più legittimo pensare che questa istituzione, che dovrebbe essere al servizio del lavoro e quindi dell’occupazione, sia nella realtà vassalla di ben altri particolari interessi, che dovranno essere oggetto di ulteriori indagini da parte della magistratura». —
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