Sicurezza
L'incantesimo della Valle Benedetta - video
Nel videodocumentario di Luciano De Nigris il racconto del fascino, dei tesori e dei problemi della vita in questa frazione sulle colline alle spalle di Livorno
LIVORNO. Il nome di Valle Benedetta, gliel’ha dato il religioso vallombrosano Colombino Bassi che qui alla fine del Seicento fece costruire il monastero dedicato a San Giovanni Gualberto, una figura di santo del tutto fuori dal comune se è vero che l’agiografia vuole che nel periodo a cavallo dell’anno Mille fosse stato chiamato a vendicare il fratello assassinato e invece, al momento di uccidere il nemico, gli concesse il perdono.
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Straordinario il santo ma straordinaria anche questa frazione così vicina (neanche 10 chilometri) eppure così lontana da Livorno, al punto che sembra di essere in un “mondo a parte”, non fosse per la grande palla del radar che domina la vallata al termine della quale si scorge il mare di Livorno.
Nella sala Ciampi di Palazzo Granducale, sede della Provincia, è stato presentato il video-documentario con cui, con la consueta arte del raccontare, Luciano De Nigris – che i lettori del Tirreno ben conoscono per i numerosi video presenti sul sito web del giornale – ha dato raffigurazione all’incantesimo della Valle Benedetta ma anche ai problemi di isolamento denunciati dagli abitanti e dal parroco don Cristian Leonardelli. Nel suo lavoro De Nigris si è avvalso della collaborazione di Beata Moczydlowska come aiuto regista, oltre che di Roberta Guglielmini e Fabrizio Orlandi.
Nel reportage – praticamente un film - non mancano anche racconti di vita vera in mezzo alla natura: come quello di Santina Mazzoni, la pastora, che narra la vita in campagna, le difficoltà di chi ha vissuto fino a non molti anni fa senza l’energia elettrica, senza contare l' avventura dell'incontro con i lupi. E poi, accanto alle spiegazioni di storici come Michele Montanelli e Clara Errico, di storici dell’arte come Michele Pierleoni e di paleontologi come Franco Sammartino, c’è il contrappunto del flauto di Sara Degl’Innocenti, del sax di Roberto Fiorini e del liuto di Cristiano Cei (quest’ultimo, con la chitarra barocca realizzata dal maestro liutaio livornese Ivano Colombini, ha accompagnato anche la presentazione in Provincia, alla quale è intervenuto l’assessore alla cultura del Comune Francesco Belais). (Video di Luciano De Nigris)
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