Gioco
«Nessuna manutenzione dei gestori così si è arrivati al degrado degli chalet»
Il Comune parla di baracchine costruite male sin dall’inizio tra infiltrazioni e problemi subito emersi nel verbale di collaudo
«Le concessioni affidate a partire dalla stagione 2004 prevedevano interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria a carico dei gestori: nel piano delle manutenzioni definite dalla ditta costruttrice si indicava ai gestori che dopo il terzo anno avrebbero dovuto procedere al trattamento delle parti in legno poste all’aperto, da ripetere ogni tre anni». Parte da questa premessa il Comune per spiegare alla città come si arriva alla situazione in gran parte degradata delle baracchine di oggi.
E di conseguenza di quella parte di lungomare stretta dalla Terrazza Mascagni al Cantiere progettata nell’era Lamberti.
Dopo la premessa, arriva, lapidario il verdetto da palazzo comunale: «Ad oggi non risulta che i gestori abbiano, nel tempo, fatto alcun intervento per attenuare oppure fermare le infiltrazioni e il degrado delle parti in legno, come indicato nel piano manutentivo».
Lo si vuole sottolineare, forte e chiaro, per delineare oggi lo stato di salute di quelle 9 strutture in legno, acciaio e vetro, inaugurate a partire dal 2003, progettate dall’architetto Cristiano Toraldo Di Francia, col quale ha collaborato lo staff comunale di allora guidato dall’architetto Alberto Pacciardi. Soprattutto per arrivare a dire che tre di queste, ovvero la baracchina bar ristorante Alpe (nella piazzetta davanti al moletto Nazario Sauro), l’ex chalet Angeli e la paninoteca da Mirco nella piazzetta davanti allo Scoglio della Regina non saranno più ripristinate.
Che vuol dire che non riapriranno più e in futuro l’ipotesi di Palazzo è quella di abbatterle. Perché l’amministrazione fa una scelta del genere? «Considerata la situazione generale delle strutture gravemente deteriorate, così come le parti strutturali e le basi dei pilastri, risulta anti-economico qualsiasi intervento di ripristino».
Nei mesi scorsi il Comune aveva avviato i lavori di ripristino proprio alle due strutture comunali davanti allo Scoglio della Regina. Con l’obiettivo di sistemarle per rimetterle a bando. Per una nuova vita. Ma non succederà.
Proprio questo intervento, a detta dei tecnici, ha messo in evidenza una situazione ben più grave della precedente analisi tra travi compromesse, pilastri deteriorati, infiltrazioni e gronde intasate. Una situazione strutturale tale da interdirne l’uso e far decidere l’amministrazione di non riaprirle più. Stesso discorso vale per lo chalet Alpe da qualche settimana pure transennato, per ragioni di sicurezza.
Le uniche speranze di una nuova vita sono per l’ex Tiburon: nonostante continui vandalismi e furti di alluminio finto rame, lo chalet è stato ripristinato e sarà messo a bando per una nuova assegnazione.
Per chi resta, come lo chalet la Perla del gusto, la baracchina Zanzibar di fronte, la friggitoria l’Onda, il bar ristorante Il Delfino e la gelateria la Grotta Blu c’è voglia di investire e di impegnarsi. Alcuni degli imprenditori non mancano di sottolineare problemi di infiltrazioni, la pioggia che arriva fin dentro i locali, soffitti in cartongesso che rischiano di crollare, così come le travi di legno esterne. In corso ci cono pure contenziosi legali con il Comune. La madre di ogni questione è, da anni, sempre la stessa: manutenzioni ordinarie, straordinarie e chi paga. E si riavvolge il nastro. «Le baracchine vennero affidate in concessione a partire dal 2004 prevedendo interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria a carico dei gestori - si va nei dettagli -. Sin dal verbale di collaudo le strutture presentavano vari problemi, i gestori se ne erano lamentati, 3 di loro sono andati in causa e per loro dal 2013 l’amministrazione ha ripreso in carico la manutenzione straordinaria». Che le baracchine siano “nate male” il Comune lo ribadisce. Si parla di una particolarità costruttiva che fa muovere le strutture al variare delle temperature. Movimenti che hanno causato a detta del Comune distacchi strutturali importanti. «Indagini strutturali avviate nel 2011 da una ditta specializzata hanno confermato una situazione piuttosto grave, che interessa anche i pilastri». —
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