Il Tirreno

Livorno

Finti poliziotti truffano un’anziana: rubati centomila euro fra oro e soldi

Stefano Taglione
Un equipaggio della polizia scientifica mentre entra all'interno di un'abitazione (foto d'archivio)
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Un equipaggio della polizia scientifica mentre entra all'interno di un'abitazione (foto d'archivio)

Livorno: i due uomini si sono fatti aprire la porta con la scusa di un controllo e mentre il primo la stava distraendo, l’altro le ha portato via tutto

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LIVORNO. L’hanno aspettata al portone per svaligiarle la casa. Così – appena tornata dal suo solito giro mattutino in Coteto – si sono presentati come due poliziotti. Miravano all’oro e non ne hanno fatto mistero: «Signora stiamo facendo dei controlli nel palazzo, ci faccia vedere dove tiene i suoi preziosi. È per la sua sicurezza», questo il senso delle frasi con cui hanno provato a convincerla. Purtroppo riuscendoci. Erano due persone all’apparenza insospettabili a cui lei – una donna di circa 80 anni che vive da sola – ha dato fiducia.

Ma erano dei criminali. Che in pochi minuti le hanno svuotato l’appartamento di via Piemonte, portandole via centomila euro fra soldi e gioielli. Ricordi di una vita, regali di genitori e nonni defunti a cui era affezionata, non solo per l’ingente valore economico. Era l’oro di famiglia. I due truffatori si sono fatti dire dove li custodiva, rubandoli e fuggendo prima che lei si rendesse conto del raggiro, chiamando la polizia. Una telefonata purtroppo avvenuta due ore dopo il fatto, fatta insieme a una vicina di casa che è rimasta incredula una volta saputo dell'accaduto.

Ennesima truffa agli anziani in città. È successo giovedì 16 maggio, attorno a mezzogiorno. Via Piemonte, quartiere di Coteto. L’anziana, dopo essere salita fino al pianerottolo con i due malviventi, ha spalancato loro la porta di casa. Facendoli entrare. Forse avevano studiato il colpo a lungo, appostandosi sotto casa per aspettarla. Fatto sta che una volta dentro, mentre uno dei due la distraeva parlando di questioni di sicurezza, l’altro scompariva dalla vista addentrandosi nelle stanze e portando via i contenitori con l’oro e i soldi custoditi fra le mura domestiche. I risparmi di una vita.

Poi la fuga, con la donna che sotto shock ha chiamato il 113. Immediato l’arrivo sul posto di un equipaggio della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, guidato dal dirigente Claudio Cappelli. Gli agenti hanno subito parlato con la signora, calmandola e confortandola su quanto era appena accaduto. Parole di umanità quelle pronunciate dai poliziotti, che hanno fatto sentire l’anziana meno sola. Dopo di loro, in casa, sono arrivati i colleghi della Squadra mobile della questura. A indagare sono infatti gli operatori della sezione diretta da Valentina Crispi, che hanno seguito i rilievi insieme al personale della polizia scientifica. L’obiettivo era trovare tracce utili alle indagini, sia nell’appartamento (possibili impronte digitali), sia in strada, magari attraverso le immagini delle telecamere presenti nel quartiere.

Come sempre in questi casi la raccomandazione delle forze dell’ordine è una sola: se qualcuno si spaccia per un poliziotto (ma anche un carabiniere o un finanziere) bisogna sempre chiamare il numero di emergenza: 113 o 112, dipende dal caso specifico. Nel caso dei falsi agenti, una chiamata al 113 – possibilmente senza essere notati – avrebbe potuto portare a un immediato arresto dei truffatori, se colti in flagrante dalla Squadra volante livornese. —
 

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