Il Tirreno

Livorno

«Non voleva soldi per truccare il bando», assolto l’ex dirigente di Aamps

Federico Lazzotti
«Non voleva soldi per truccare il bando», assolto l’ex dirigente di Aamps

Livorno, a distanza di tre anni il tribunale ha riconosciuto l’innocenza di Andrea Sorrentino. Era imputato per aver cercato di truccare una gara

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LIVORNO. Assolto per non aver commesso il fatto. A distanza di tre anni dalla chiusura delle indagini il tribunale ha assolto con formula piena Andrea Sorrentino, 47 anni, l’ex responsabile per Aamps dell’area servizi operativi nell’ambito della gestione dei rifiuti. L’allora dirigente della società partecipata dal Comune era imputato per aver chiesto 20 mila euro – sosteneva l’accusa – per aggiustare una gara d’appalto che riguardava Cooplat. . Ad accendere le luci su Sorrentino un esposto arrivato in via Falcone e Borsellino ad inizio 2016 per fatti che riguardavano i primi mesi del 2013. L’ipotesi di reato era quella di tentata induzione indebita a dare utilità.

È stato il dibattimento, davanti al collegio presieduto dal giudice Carlo Cardi a far emergere come i fatti non fossero andati come sosteneva l’accusa. «Siamo soddisfatti – spiega l’avvocato Gabriele Rondanina che ha difeso Sorrentino – che il tribunale abbia riconosciuto l’insussistenza delle accuse. Abbiamo sempre avuto fiducia e questo lo dimostra la scelta che abbiamo fatto di chiedere il rito immediato, dunque di andare direttamente al dibattimento senza passare dall’udienza preliminare. Proprio Ndurante il processo – va avanti – è emerso che quanto riferito fin dall’inizio dal mio cliente corrispondeva al vero e dunque che non aveva mai chiesto denaro a Cooplat per aggiustare quella gara d’appalto».

Sorrentino, una laurea in ingegneria industriale all’università di Pisa con la tesi “Struttura del sistema italiano di produzione dell’energia elettrica”, e poi una carriera professionale in grandi aziende toscane, era stato assunto da Aamps il 7 gennaio 2009. Quando nel 2016 la società venne informata dell’indagine, trasferì il dipendente in un altro ufficio. Nei mesi successivi le due parti hanno poi risolto il contratto attraverso una transazione. «Per il mio cliente – conclude Rondanina – si tratta comunque di una rivincita sia professionale che personale».

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