Il Tirreno

Livorno

la visita di bonisoli (beni culturali) 

Rinasce il premio Modigliani Il ministro: ecco 100mila euro

Flavio Lombardi

A gennaio il centenario di Modì: l’idea salta fuori nel sopralluogo al Museo della Città Annunciato l’arrivo di 1,7 milioni destinati all’ex convento-carcere dei Domenicani

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La notizia arriva inaspettata quanto gradita: è il finanziamento ministeriale per far ripartire il premio intitolato a Amedeo Modigliani (del quale il prossimo anno si celebrerà il centenario della morte).

Siamo quasi alla fine del percorso delle meraviglie esposte al Museo della Città ai Bottini dell’Olio: poco prima, passando nella sezione dedicata all’arte contemporanea, spunta il riferimento del sindaco Filippo Nogarin al premio Modigliani. Era dedicato ad artisti giovani e promettenti (ma dalle quotazioni ancora abbordabili): un tempo si organizzava nella nostra città, chiamando i migliori sulla piazza ad esporre due opere ciascuno, con la formula per cui un’opera veniva donata al Comune, che poi si impegnava ad acquistare l’altra. È così che la collezione livornese ha adesso un valore di mercato enormemente superiore alle cifre investite all’epoca.

Dal 1968, però, il premio non ha più replica e il ministro dei beni culturali e del turismo, Alberto Bonisoli, arrivato in visita ieri mattina a Livorno, è stato pronto ad osservare: «Una cosa del genere, in Italia, non si fa più. Sarebbe l’ora di ricominciare a fare quelle cose che tanto bene funzionavano». Poi la domanda: «Ma quanto costerebbe organizzarlo oggi?». La direttrice del museo, Paola Tognon, risponde a botta sicura: «Dai 100 ai 150 mila euro».

Bonisoli prende il cellulare, parla con un suo collaboratore e, due minuti dopo, annuncia. «Vi comunico che il premio Modigliani lo rifacciamo: l’impegno che vi chiedo è che si inauguri per la fine di quest’estate. Vi farò avere un finanziamento di 100 mila euro, non un centesimo di più. A breve, mettiamo nero su bianco».

La macchina organizzativa deve mettersi subito in moto: si riparte oltre mezzo secolo e non sarà uno scherzo. Se i tempi saranno rispettati, ci sarà motivo per stimolare anche qualche iniziativa dedicata al famoso artista livornese.

Nel frattempo, si era visto Bonisoli interessarsi alla storia di Livorno, fare domande, stupirsi del sistema del trasporto merci che collegava il mare alle cantine dei Fossi Reali e degli altri magazzini (Bottini dell’Olio compresi), calpestare la piantina 5 metri per 5 del Pentagono Buontalenti ed apprezzarne la modernità, fermarsi ai reperti del Neolitico, quelli etruschi, poi romani, il florilegio delle culture multirazziali, le confessioni religiose, le stamperie e i libri editi che facevano di Livorno un riferimento europeo, una copia esposta dell’Encyclopedie, o Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri di Diderot e D’Alembert, la migliore mai fatta dopo l’originale uscita qualche anno prima. E poi, la bandiera del Partito Comunista dopo la scissione al Teatro San Marco («bellissima»), andando verso le teste false di Modigliani («me le ricordo bene»), finendo con l’ammirazione di una locandina del Vernacoliere («confesso, che è una delle prime cose che ho conosciuto di Livorno: siete davvero unici»).

L’agenda del ministro non si è fermata al Museo di Città. Prima di essere accolto dal presidente della fondazione, Marco Leone, al teatro Goldoni (il ministro si è complimentato per quanto è stato fatto in passato per “resuscitarlo”), Bonisoli si è spostato all’ex convento-carcere dei Domenicani che da lungo tempo è al centro di un progetto di recupero architettonico per farne la nuova sede dell’Archivio di Stato.

Durante la visita la direttrice generale degli Archivi di stato d’Italia, Anna Maria Buzzi, ha annunciato al sindaco e alla direttrice dell’Archivio di stato di Livorno, Cristina Francioli, la decisione di destinare a questo complesso architettonico nel cuore della Venezia un finanziamento di un milione e 700 mila euro. Serviranno per riqualificare il primo e il secondo piano del grande edificio alle spalle della chiesa di Santa Caterina.

«Porteremo in quelle sale gli archivi storici cittadini», dice la vicesindaca Stella Sorgente, ora in lizza come candidata sindaca per il M5s: «Credo che un giorno potremmo veder entrarvi le persone anche solo per vedere il luogo dove fu detenuto il miglior presidente della Repubblica della nostra storia: Sandro Pertini».

Per Sorgente tanto il premio Modigliani quanto il Teatro Goldoni come pure l’Archivio all'ex carcere – afferma – «sono passi del percorso verso Livorno Capitale italiana della cultura 2021». E aggiunge: «Incrociamo le dita e andiamo sempre più avanti». —



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