Il Tirreno

Livorno

Manolo Burgalassi l’artista del pane che porta avanti la tradizione del babbo

Nicolò Cecioni
Manolo Burgalassi l’artista del pane che porta avanti la tradizione del babbo

Farina, lievito, impegno e amore: da quasi mezzo secolo il panificio inonda Borgo Cappuccini dei profumi e delle delizie del forno di famiglia 

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IN VETRINA

Le mani ruvide imbiancate dalla farina che raccontano storie quotidiane di mezzo secolo di lavoro e tradizione di famiglia, il pennello per stendere l'olio salato sulla schiacciata appena sfornata utilizzato come un artista. Manolo Burgalassi è uno dei fornai più famosi e conosciuti di Livorno. Dalle famiglie che si riforniscono nello storico locale di Borgo, alle nonne che comprano i dolci per i nipoti, fino a ragazzi che di notte si fermano lì per fare uno spuntino prima di andare a letto, il panificio di via delle Navi è ormai diventato un'istituzione. Un’istituzione che si racconta grazie all’iniziativa “I negozi della nostra storia” organizzata da Tirreno e Confcommercio.

«Facciamo di tutto per lavorare al meglio» spiega Manolo Burgalassi in uno dei brevissimi momenti di pausa. Il lavoro quotidiano è tanto.

«E cerchiamo di tramandare la tradizione iniziata da mio padre Uliviero nel lontano 1951». A Livorno Burgalassi lo conoscono un po' tutti. Ma quasi nessuno sa che la famiglia non ha origini livornesi.

«Veniamo dal Gabbro e infatti l'attività è partita lì, con mio padre che aprì un forno all'inizio degli anni '50. Poi nel 1972 ci siamo trasferiti in città e abbiamo iniziato a lavorare qui, in via delle Navi, dove siamo presenti ancora oggi».

E così, nel cuore di Borgo Cappuccini, il fornaio tutti i giorni ha dato da mangiare a migliaia di livornesi di generazione in generazione.

«L'attività è andata avanti bene – continua Manolo – e dal 1993 sono subentrato io nell'azienda, prendendo in mano il pesante testimone lasciatomi da mio padre. Da 25 anni mi occupo della gestione del locale e di tutte le attività connesse».

Già, perché nel frattempo l'azienda si è allargata e ha dato lavoro anche a diversi dipendenti. «In tutto siamo 4 operai e 5 commesse e questo è il mio più grande orgoglio. Essere riusciti a tramandare la tradizione di famiglia, riuscendo a trasmetterla anche ad altri è sicuramente una bellissima cosa».

Un successo talmente grande che, due anni fa, Burgalassi ha aperto anche un suo negozio di rivendita nella centralissima via Marradi.

«Oltre alla vendita all'ingrosso e ai supermercati, due anni fa abbiamo aperto anche un nostro punto vendita in via Marradi 69, dove è possibile acquistare tutti i nostri prodotti senza venire fino al forno di Borgo Cappuccini».

E così, passeggiando in città o tra un impegno di lavoro e un altro, è possibile fermarsi un attimo e gustarsi un ottimo pezzetto di schiacciata o una crostatina. Questa crescita, comunque, non ha certo modificato la natura dell'azienda.

«La tradizione rimane quella, l'impegno e l'amore per il pane appena uscito dal forno sono gli stessi che aveva mio padre nel 1951. Però, rispetto a prima, riusciamo ad ampliarci e ad aggiornarci, andando ad abbracciare anche tutte le esigenze del mercato che prima non esistevano. I clienti oggi si aspettano sempre cibo di primissima qualità o particolari prodotti, perciò dobbiamo essere bravi a farglieli trovare sul bancone».

Un lavoro quotidiano e dettagliato, dunque, che si è allargato anche alla ricerca delle novità. «Ci sono cose che mio padre Uliviero non faceva e che io invece ho iniziato a fare. Penso a tutta la linea della pasticceria e dei prodotti dolci da forno».

Insomma, è proprio vero che quando la tradizione e l'inventiva vanno di pari passo, non può che nascere un grande successo. —

Nicolò Cecioni

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