Il Tirreno

Livorno

la tragedia 

Vigile del fuoco muore a 65 anni sconfitto da una malattia

Stefano Taglione
Vigile del fuoco muore a 65 anni sconfitto da una malattia

Il caposquadra Giuseppe Paravia ha operato nelle più grandi emergenze nazionali come Concordia, Rigopiano e Moby Prince. Gli amici: «Un uomo straordinario»

2 MINUTI DI LETTURA





Era generoso nel lavoro, quanto nella vita. Da Livorno – senza pensarci un attimo – insieme ai colleghi è partito per affrontare le più importanti emergenze nazionali. La valanga di Rigopiano, il terremoto che nel 1997 ha devastato l’Umbria e le Marche. Il naufragio della Costa Concordia, al Giglio, il disastro del Moby Prince, al largo della nostra città. È morto a 65 anni, mentre stava iniziando a godersi la pensione, Giuseppe Paravia. Un vigile del fuoco stimato da tutti, un punto di riferimento per il comando di via Campania. Era caposquadra, un asso nella guida dei mezzi di emergenza. Una presenza rassicurante per tutti quando il lavoro si faceva duro. Era pompiere dal 1985, questo l’anno in cui è entrato a far parte degli “angeli in divisa”.

Paravia in passato ha lavorato anche nei distaccamenti di Piombino e dell’Elba, a Portoferraio, mettendosi in mostra per le sue qualità umane e professionali. Molti dei ragazzi con lui hanno intrapreso questo percorso professionale in provincia. Dopo la pensione ha combattuto a lungo contro un tumore. Poi purtroppo, venerdì sera, si è dovuto arrendere. Lascia la moglie e un figlio, anch’egli pompiere seppur discontinuo. «Mi viene da piangere – lo ricorda un collega, Antonio Cucè – perché con Beppe (così lo chiamavano tutti ndr) abbiamo affrontato parecchie calamità naturali. Nel 1998 siamo stati anche a Sarno, dopo l’alluvione. Purtroppo, come spesso accade, dopo la pensione si paga ciò che non emerge durante la carriera lavorativa. Giuseppe si è ammalato poco dopo il congedo. Era una persona buona, disponibile con tutti e sempre pronto ad aiutare chi era in difficoltà».

I colleghi lo hanno ricordato anche ieri mattina, durante Pompieropoli, al Parterre. «Era una grande persona», sottolinea un amico e compagno di caserma, Roberto Calvetti. «Quando vengono a mancare i colleghi – spiega Ivo Lera, ex pompiere al porto – rimaniamo sempre male. Mi dispiace veramente tanto». Lutto anche nella sezione livornese dell’Associazione nazionale vigili del fuoco. «Giuseppe era un professionista validissimo – afferma Giovanni Signoriello – specializzato nel guidare i nostri automezzi». «Una persona seria», chiosa l’ex presidente nonché attuale segretario dell’associazione, Roberto Taddei.

La salma del sessantacinquenne ora si trova al cimitero dei Lupi. Domattina, alle 9, verrà trasportata dalle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni nella caserma di via Campania per l’ultimo saluto, alla presenza dei colleghi. Entrerà dal cancello principale, quello da dove escono i mezzi di emergenza, e passerà accanto ai mezzi dei pompieri. Suoneranno le sirene. Tutte per lui. Poi sarà cremato.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il lutto

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore