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Spinelli al settimo cielo: «Mi tengo il mio Livorno e ripartiremo da Breda»

Alessandro Bernini
Spinelli al settimo cielo: «Mi tengo il mio Livorno e ripartiremo da Breda»

Il presidente in tribuna: «A 80 anni ho ancora il cuore forte. Il mister è stato un grande, questi tifosi sono meravigliosi grazie anche a Lucarelli»

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LIVORNO. È lì, alla bocca. Aldo Spinelli è già in piedi da almeno due minuti e aspetta che quel benedetto fischietto emani il suono più dolce della giornata. Rapuano lascia che un lancio del Livorno finisca nel nulla, poi fischia la fine.

Aldo Spinelli quasi si accascia sulla poltroncina rossa in tribuna coperta. Lo abbracciano Silvano Siri (un portafortuna), quello che sarà il futuro Dg Massimo Milli, e dopo pochi attimi arrivano anche una decina di tifosi della tribuna. Ci avviciniamo. Ha gli occhi lucidi Spinelli, fatica a parlare e le sue parole escono a singhiozzi. Impossibile nascondere la commozione. «Guardi, la mia gioia è per tutta questa gente che è venuta da Livorno. Mi dispiace, li abbiamo fatti soffrire troppo quest’anno. Ma loro non ci hanno mai abbandonato e vederli adesso che esultano, mi riempie il cuore. Ma quanti sono?». Tanti presidente, tanti...

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La commozione non passa. «A 80 anni mi sono fatto 400 chilometri per essere qui a Padova, per fortuna ho ancora il cuore forte. Qui a Padova avevo ricordi disastrosi, perdemmo uno spareggio con 20mila genoani al seguito. Adesso questa gioia cancella il passato e ora mi godo la salvezza del mio Livorno».

Gli occhi sono ancora lucidi ma adesso Spinelli si scioglie. «È un risultato fantastico. Ringrazio prima di tutti i tifosi perché senza il loro supporto non ce l’avremmo fatta. E poi voglio dire che Breda è stato grande». Un attimo di pausa. Poi lo ripete di nuovo. «Sì, è stato grande. Ha dato serenità a questi ragazzi, ha dato un gioco e un’anima al Livorno e i risultati sul campo si sono visti. Ha fatto un lavoro immenso e naturalmente il prossimo anno ripartiremo da lui». Su questo Spinelli sembra sicuro: «Non ho dubbi che Breda sarà l’allenatore del prossimo anno e gli farò una squadra per soffrire meno. Lo merita lui, lo meritano i tifosi, lo meritano tutti i ragazzi che hanno conquistato questa splendida salvezza». Ma, naturalmente, ci sarà anche da capire quello che saranno le intenzioni di Breda.

Spinelli riparte come un fiume in piena. «Tutti fantastici. Avete visto Giannetti? Gli ho parlato prima della partita, gli ho detto che avrebbe fatto gol. Un grande giocatore, sia lui che Raicevic. Per non parlare di Diamanti che oggi non c’era ma ci ha trascinati per tutta la stagione. E quel Boben? Io lo chiamo il cosacco. Ha cancellato tutti».

Arrivano altri tifosi, adesso sono una ventina. Qualcuno supera il divisorio per abbracciarlo, Aldo Spinelli si lascia travolgere da questa passione. «Certe gioie ti ripagano e ti danno l’entusiasmo per andare avanti». Dice “andare avanti” e stavolta non sembra avere perplessità: «Ma chi vuole che lo prenda il Livorno, tanti discorsi e pochi fatti. Io comunque per strada non lo abbandono».

La squadra intanto esce dal campo, Spinelli saluta tutti. Poi di scatto si gira. «Lo scriva per favore. Voglio ringraziare anche Lucarelli: ha lavorato con una squadra nuova, con tanti infortunati, alla fine ha pagato ma non è che le colpe sono tutte sue».

Siri lo prende sottobraccio, l’autista è già fuori che attende. Spinelli però non esce. La curva canta “È la mia città, e la difenderò...” lui guarda e sorride. E si rimette a sedere per gustarsi fino in fondo questa fantastica giornata.


 

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