Gioco
La carica dei cento bambini inaugura il parco di Villa Corridi e “i giochi umani”
Dopo 3 anni dalla chiusura per amianto e dalla bonifica, le porte si riaprono. Si chiede che al più presto sia ripristinato il bar
Dopo quasi tre anni di lavori, il parco di villa Corridi riapre finalmente i suoi cancelli ai livornesi. Il giardino pubblico più grande della città, chiuso per mastodontiche operazioni di bonifica (quasi 8mila le tonnellate di terreno potenzialmente contaminato che sono state rimosse) dopo che alcuni frammenti di amianto erano venuti alla luce dove giocavano i bambini, è stato inaugurato dai bambini stessi.
Sono stati loro, un centinaio, nella calda mattinata di ieri, i primi a calpestare le zolle di terreno non ancora ben assestate.
Poche parole, per il Comune, da parte di Claudio Filippelli e Valeria Pardini, giusto per illustrare qualche aspetto tecnico. Più che altro a beneficio di genitori e nonni, impegnati a riprendere e fotografare i piccoli, mentre questi trattenevano a stento l'entusiasmo sino al fatidico taglio del nastro.
Poi la folla si è riversata sui prati e lungo i vialetti: i più piccini nel nuovissimo parco umano, dove l'unica regola è "Rispettare tutte le regole" e ci si può stringere con affetto nel Punto Abbraccio, i grandicelli invece verso i vecchi giochi appena carteggiati, ridipinti e ristrutturati. Una festa in piena regola, costata più di 500 giorni di lavoro e circa 500mila euro (c'erano anche i tavoloni imbanditi per fare merenda tutti insieme). Il terreno è stato risagomato e il sistema fognario sotterraneo potenziato, intervento indispensabile per scongiurare il rischio che le forti piogge possano provocare nuovi danni. I gradoni che dividono l’aiuola davanti alla villa è stato pavimentato con ciottoli di fiume a pezzatura piccola, così come tutti gli altri vialetti che tagliano il parco sono stati riportati all'antico splendore.
Spicca, tra i nuovi arredi, la panchina rossa che simboleggia la lotta alla violenza sulle donne. «Ci piace molto, è anche più bello di prima», raccontano Cristina Imparato e Veronica Volpi, residenti della Scopaia, mentre osservano insieme i pargoletti che scorrazzano tra il verde.
«I nuovi giochi sono molto belli e ci sentiamo sicure a portare qui i nostri figli. L'unica cosa è che manca qualche tavolino». La questione ristoro è sollevata anche da Salvatore Travali, che in compagnia dei vecchi amici (ormai tutti genitori) si lascia andare a qualche considerazione: «Spero che riapra il bar, ma un chiosco anche da questo lato (quello della nuova area giochi) ci starebbe bene. Comunque con il parco hanno fatto un bel lavoro, era un peccato se lo lasciavano andare». La vicesindaca Stella Sorgente, accompagnata dagli assessori Aurigi e Vece con alcuni consiglieri, chiosa: «Vedere questi bambini tornare a giocare qui è la cosa più bella». —
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