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Livorno

economia, tradizione e innovazione 

L’edicola, casa dei giornali, ora si apre a cultura e servizi

Francesca Suggi
L’edicola, casa dei giornali, ora si apre a cultura e servizi

Dal chiosco di piazza Micheli parla Domenici neosegretario provinciale del Sinagi:  «Siamo presidi di socialità e turismo, gli enti dovrebbero pensare a sconti per noi»

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Edicola come luogo di cultura e di turismo. Come presidio di socialità dei quartieri. Come fornitori di servizi al cittadino. Una cornice che deve girare intorno, indissolubilmente, alla vendita dei giornali. Dei quotidiani. Traccia le linee dell’ edicola del futuro Daniele Domenici, 41 anni, titolare dello storico chiosco Gi.Al di piazza Micheli aperto nel 1987 e neo segretario provinciale del Sinagi - sindacato nazionale giornalai d’Italia, affiliato alla Cgil -. Nel consiglio direttivo ci sono anche Cecilia Nazzarri e Filippo Bini. «Alla base di ogni edicola c’è la vendita dei giornali, qui a Livorno il Tirreno si conferma sempre leader, e questo è il perno attorno al quale ampliare i nostri servizi per non morire. Oggi più che mai - sottolinea - in questo contesto di evidente crisi, le edicole devono aprirsi a nuove attività, devono diventare luogo di cultura e di turismo, in virtù del fatto che si tratta di presidi di socialità all’interno dei quartieri».

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La sua è la riflessione di un “ex bambino” cresciuto in quell’edicola all’ombra dei 4 Mori. Abituato alla lettura dei quotidiani. Nel 2010 ha preso il posto di babbo Ilio all’edicola di famiglia di piazza Micheli che porta avanti con lo zio, Massimo Giachetti. «Vorrei che i giovani capissero quanto è diverso leggere una notizia su uno smarthphone o sul giornale di carta: sui social troppo spesso si fanno letture mordi e fuggi che non alimentano la riflessione, disabituano a pensare, al contrario prendersi del tempo per sfogliare un giornale di carta e leggere aiuta a riflettere, ragionare». Domenici fa un appello ai colleghi: «Non bisogna demoralizzarsi, bisogna crederci».

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Intanto lui nelle settimane scorse ha aperto il suo chiosco alla presentazione di un libro di Barbara Sarri. Tradizione dei quotidiani e modernità dei servizi per Domenici devono necessariamente intrecciarsi. Basta osservare anche quanti turisti si fermano alla sua edicola per chiedere informazioni per capire quanto possa essere utile rendere i chioschi anche presidi di turismo. «A livello sindacale chiediamo alle istituzioni di permetterci di implementare i servizi: da settembre nelle edicole cittadine saranno erogate prestazioni online relative alla estrazione di certificati anagrafici e di stato civile e alla prenotazione degli appuntamenti con gli sportelli anagrafici comunali». La convenzione tra Comune e associazione Sinagi è già stata firmata.

Con orgoglio Domenici racconta il successo della Livorno Card, che si acquista all’edicola, frutto di un accordo con Comune e Goldoni: «Ne abbiamo vendute oltre 700 in un mese: questa card che ha il costo di 1.50 centesimi consente di avere sconti agli spettacoli e in alcuni esercizi commerciali convenzionati». E al nuovo assessore al turismo che verrà, si chiederà di pensare anche ad una Livorno card per il turismo, con una scontistica ad hoc per chi visita la città su trasporti, musei, esercizi commerciali. E chiude con un’ultima considerazione: «Vorrei che anche a Livorno si facesse come a Firenze e a Bologna, ovvero pensare per noi ad una scontistica o sul suolo pubblico o sulla tassa della spazzatura proprio in virtù della nostra funzione sociale e turistica. Potrebbe anche questo essere un aiuto per superare la crisi del settore». —
 

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