Gioco
Ancora guai per la Labronica Basket «Redditi occultati per 160mila euro»
Contestate dalle Fiamme gialle il versamento dell’Iva la conservazione dei registri e la tenuta della contabilità Nel mirino altre cinque persone
LIVORNO. Ancora guai per la Labronica Basket, la società fondata da Maurizio Bianchi che in pochi anni era diventata una delle principali realtà della pallacanestro livornese. Secondo gli accertamenti della Prima compagnia della guardia di finanza provinciale, infatti, l’associazione sportiva dilettantistica avrebbe commesso diverse irregolarità in materia fiscale: l’omessa presentazione delle dichiarazioni, il mancato versamento dell’Iva, l’omessa conservazione del registro Iva e l’irregolare tenuta della contabilità. Il tutto fra il 2014 e il 2017, occultando redditi per oltre 160 mila euro secondo i militari. Ora, la società, non esiste più.
Il verbale redatto dalla guardia di finanza è stato girato per competenza all’Agenzia delle Entrate e non ha carattere penale. Su quest’ambito, due mesi fa, si era già espresso il Tribunale di Livorno. Con il giudice Marco Sacquegna che a metà marzo aveva accolto in buona parte le richiesta della pubblico ministero Sabrina Carmazzi, condannando in primo grado l’ex patron della Labronica Basket, Maurizio Bianchi, a quattro anni, undici mesi e dieci giorni di reclusione. Secondo la procura l’ex “Re Mida” della pallacanestro era al vertice dell’associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale che lucrava attraverso «l’indebita detrazione dell’Iva che avrebbe dovuto essere versata all’Erario e in realtà sistematicamente evasa».
In base agli accertamenti effettuati negli ultimi giorni, la guardia di finanza ha scoperto anche altri casi di evasione. Un’operazione che vale circa mezzo milione di euro. Ad esempio è stato scoperto un muratore di 50 anni, residente a Livorno, che a capo della sua impresa eseguiva lavori edili su tutto il territorio della provincia, nascondendo al Fisco 200mila euro. Poi il titolare di un’autofficina nella zona industriale labronica, 24enne e originario di Napoli, che in due anni avrebbe percepito 110mila euro senza dichiarare nulla all’Erario. Infine una commerciante elbana di Marciana Marina, una donna di 59 anni, la quale secondo la Compagnia della guardia di finanza di Portoferraio avrebbe evaso oltre 30mila euro.
Sempre secondo la ricostruzione delle Fiamme gialle, che non si sono fermate a Livorno e all’Elba, a Rosignano Marittimo un cinquantacinquenne del luogo vendeva saponi e detersivi, omettendo di dichiarare 20mila euro. Un altro (mancato) contribuente invece, 61 anni, nella stessa zona stipulava contratti di luce e gas per conto terzi. Il reddito non dichiarato tra il 2014 e il 2017, per lui, sarebbe stato di 37 mila euro. Questi ultimi blitz – spiega in una nota la guardia di finanza – sono stati messi a segno della tenenza di Castiglioncello.
Poi ci sono i lavoratori al nero. In un bar di San Vincenzo, ad esempio, le Fiamme gialle della Compagnia di Piombino hanno scovato una persona che serviva le colazioni senza un contratto di lavoro. La proprietaria del locale, infatti, si è vista ricevere una sanzione di 1.800 euro. Mentre in un bar di Campiglia Marittima un impiegato lavorava più di quanto era riportato sul Libro unico del lavoro, con il titolare non gli avrebbe neanche versato tutte le ritenute Irpef. —
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