Gioco
Vi racconto mio nonno Achille Onorato, il commendatore che profumava di mare
Il nipote ricorda tra aneddoti e affetto il fondatore della compagnia Moby in occasione dell’intitolazione della banchina a Portoferraio
LA LETTERA
Achille Onorato *
Ancora oggi, se chiudo gli occhi, risento il suo odore. Non solo da bambino, ma anche da adolescente, all’Elba per le vacanze, dormivo nel letto con lui, amavo addormentarmi ascoltando della sua vita e respirando il profumo che emanava la sua pelle, era quello del mare!
Da bambino e da più giovane le ferie estive e natalizie trascorrevano immancabilmente all’Elba, la casa che si era scelto, lo scoglio dove tanti anni prima aveva deciso di trasferirsi dopo una vita trascorsa per mare, dopo essere partito da Ponza suo luogo di origine al quale è sempre rimasto legato, tanto da organizzare ogni anno una nave da Portoferraio per riportare a casa in occasione della festa di San Silverio, patrono dell’isola, sia i suoi marinai ai quali era legatissimo, che la comunità di pescatori con le loro famiglie, tutti ponzesi migrati all’Elba.
Rispetto ai miei coetanei, preferivo al gioco e al divertimento, trascorrere le giornate insieme a nonno Achille, per tutti il Commendatore, uomo che con il suo fisico imponente e la sua figura trasmetteva autorevolezza e sicurezza e che celava soprattutto dietro quell’atteggiamento apparentemente burbero una nobiltà d’animo antica.
Elegantissimo nel suo completo blu, così come in canottiera quando a pesca sul “Virgo” conservava la stessa educazione e la stessa grazia di comportamento con chiunque si rapportasse; me lo ricordo sempre con un’immancabile coppola in testa, levata dal capo e sventolata, quando in prima linea durante gli innumerevoli salvataggi che ha fatto nella sua vita, dalla plancia di uno dei suoi rimorchiatori, dava il segnale agli altri mezzi coinvolti che la nave era in sicurezza e si poteva iniziare il recupero.
Da lui tutti abbiamo imparato l’umiltà e l’uguaglianza, il valore e l’importanza della parola data e della stretta di mano, il saper tenere la barra del timone dritta anche nei momenti più difficili e la determinazione della fede.
Ricordo chiaramente le giornate passate insieme in ufficio, così come quelle sul porto a “staccare biglietti” e a imbarcare le automobili talvolta a mano per riuscire a stivare tutto su navi molto più piccole e diverse da quelle Moby di papà Vincenzo, che avrebbero solcato il canale qualche anno dopo e delle quali era molto orgoglioso.
Nonno Achille sempre lì, in prima fila, un punto di riferimento per tutti e sopratutto per i suoi collaboratori e i suoi marittimi, pronto ad aiutare chiunque avesse necessità. E insieme a lui per tutta la vita, passo dopo passo, sempre presente, ma discreta, nonna Maria Grazia, per tutti Virginia.
Nonna Virginia ha condiviso con Achille tutta la vita, accanto a lui sempre e soprattutto nei momenti più difficili, è tutt’oggi il collante della nostra famiglia.
Me li ricordo insieme sul porto ad aspettare, durante le serate di burrasca dentro la Clio rossa del nonno, che arrivasse l’ultima nave anche se della concorrenza, per assicurarsi che tutti fossero al sicuro. Discreta e severa ma allo stesso tempo dolce e ironica è per tutti noi un punto di riferimento e proprio oggi, che si scopre la targa per la banchina intitolata alla memoria di nonno Achille il caso ha voluto che l’ammiraglia della nostra flotta, appena presa in consegna, dedicata alla nonna, venisse all’Elba per renderle omaggio.
Lunedì a Portoferraio si celebra uno sposalizio del mare. Quel mare che è il filo sottile che ha unito e segnato tutte le nostre vite, oggi si celebra la continuazione di una storia infinita e di un qualcosa che va oltre me stesso, umile portatore di un dovere morale tramandatomi da nonno Achille e da mio papà Vincenzo e che ho l’obbligo di servire e di trasmettere ai miei due figli Vincenzo e Orlando. Pensando a tutto questo non scorderò mai una promessa che ho fatto e non mi dimenticherò mai di quella foto che ho sul comodino dove il nonno con il mare in tempesta fuma una sigaretta rilassato sulla prua di un rimorchiatore. —
*Ceo di Moby spa
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