Il Tirreno

Livorno

scontro sull’ambiente 

Limoncino, la discarica ha l’ok: In campo una società fiduciaria

Mauro Zucchelli
20 ottobre 2011: i carabinieri mettono i sigilli ai cancelli della discarica
◗
20 ottobre 2011: i carabinieri mettono i sigilli ai cancelli della discarica

Sorgente: ci eravamo opposti, è uno sgambetto della Regione a guida Pd-Mdp. Il governatore ribatte: era un atto dovuto, mi impegno a limitarla agli inerti

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Rispunta la discarica del Limoncino. La Regione ha dato disco verde all’inizio dei conferimenti: l’ha fatto con un decreto dirigenziale che rimette in carreggiata il procedimento che era iniziato alla fine del decennio scorso relativamente a «rifiuti non pericolosi sottocategoria per rifiuti inorganici a basso contenuto organico o biodegradabile». L’autorizzazione a realizzare e mettere in funzione l’impianto era stata rilasciata dalla Provincia di Livorno nel settembre 2009, poi integrandolo con un successivo atto della primavera 2014 («per una durata di 5 anni e poi prorogata a 10 in seguito all’entrata in vigore» di uno specifico decreto).

Ma qualcosa nel frattempo è cambiato, e non si tratta solo di una bega nominalistica. La società intestataria dell’autorizzazione è stata modificata di nuovo: già nel 2012 l’autorizzazione integrata ambientale (Aia), inizialmente data alla Gaetano Bellabarba & C. srl è stata volturata dalla Provincia alla Bellabarba Ambiente srl, ma è interessante sapere che nel dicembre scorso è arrivata, sempre per decreto dirigenziale della Regione, una ulteriore voltura, ma stavolta alla Livrea srl, quartier generale a Roma. Dall’anagrafe delle imprese emerge che la Gaertano Bellabarba & C (in liquidazione) ha una quota di minoranza del capitale sociale, 200mila dei 300mila euro hanno come intestazione fiduciaria la Widar Eurofid spa, una realtà specializzata nell’amministrazione fiduciaria di patrimoni.

A guidare la società è Paolo Massarini, nel cui curriculum figura la presenza in passato fra gli amministratori di varie società multiservizi (acqua e rifiuti soprattutto) in area laziale, inclusa anche la galassia Acea, compresa la capogruppo.

La discarica del Limoncino torna a far litigare in campagna elettorale. Va all’attacco la vicesindaca Stella Sorgente, candidata sindaca M5s: nel mirino la Regione Toscana «a guida Pd e Mdp», che ha autorizzato la discarica del Limoncino «contro il parere del Comune di Livorno e con una forzatura rispetto alla normativa». Per Sorgente è «l’ultimo sgambetto a Livorno e a questa amministrazione che era riuscita ad ottenere in primo grado il riconoscimento del fatto che la strada di accesso all’area è privata, mettendo così una pietra tombale di fatto sulla vicenda».

Il governatore Enrico Rossi non ci sta e bacchetta l’esponente M5s: l’ok l’ha dato non la Regione ora bensì «la Provincia di Livorno nove anni fa». Da Firenze si sottolinea che «la ditta ha chiesto nei termini di legge il riesame per il rinnovo dell'autorizzazione Aia scaduta» e la Regione ha rilasciato «il nullaosta ai conferimenti, impegnandosi a limitare i tipi di rifiuti conferibili e integrando disposizioni rigorose in materia di emissioni e acque meteoriche». Rossi , insomma, parla di «un atto dovuto, pena la richiesta di risarcimento danni da parte della stessa società, e questo lo dovrebbero ben sapere coloro che, anziché abbandonarsi al populismo, hanno il compito di amministrare e occuparsi dei problemi». Rossi si impegna «di qui a 2-3 mesi» a «ridurre al massimo i disagi e a limitare l'uso della discarica ai soli inerti».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web