Il Tirreno

Livorno

oggi il congresso 

Cancro a vescica, reni e prostata il gotha dell’urologia ai Pancaldi

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LIVORNO. Si terrà quest’oggi al Palazzo Pancaldi il congresso organizzato dall’Asl Toscana nord ovest e dall’azienda ospedaliera pisana dal titolo “I tumori urologici tra pratica clinica e innovazione” che riunirà oltre venti relatori e farà il punto sulle conoscenze attuali oltre a illustrare le ultime novità relative ai tumori di prostata, rene e vescica.

«I tumori urologici rappresentano il 20 per cento di tutte le neoplasie registrate nel nostro Paese ogni anno: sono patologie molto complesse il cui approccio deve essere multidisciplinare e coinvolgere quindi vari specialisti per una migliore cura del paziente», spiegano i responsabili scientifici del congresso Maurizio Bertuccelli, Francesco Dargenio e Luca Galli.

Il convegno sarà diviso in due sessioni: al mattino sarà presentato lo stato dell'arte e le nuove prospettive terapeutiche alla luce dei più recenti risultati clinici e degli studi in corso sui nuovi farmaci in fase sperimentale in merito al carcinoma della vescica e delle vie urinarie (ore 9), rene (9.30), prostata (10), mentre nel pomeriggio saranno illustrati vari casi clinici che coinvolgeranno nella discussione anche il pubblico presente in un incontro moderato dal primario dell’Oncologia di Livorno Giacomo Allegrini e quello di Cisanello Alfredo Falcone.

«In uro-oncologia l'evoluzione nella pratica clinica è estremamente veloce, molto di più che in altre branche della Oncologia Medica - continuano i tre oncologi -. E' dunque indispensabile avere un aggiornamento continuo. Oggi contro le neoplasie della prostata, vescica e reni abbiamo a disposizone diversi nuovi approcci terapeutici. Per quanto riguarda i farmaci le novità sono rappresentate dagli immuno-terapici e dagli agenti biologici a bersaglio molecolare. A questi vanno aggiunti nuovi ormoni che utilizziamo nella patologia prostatica e che hanno cambiato le prospettive anche per la fase metastatica».

«Grazie a queste nuove cure oggi otto pazienti su dieci, interessati da un tumore urogenitale, riescono a sopravvivere alla malattia - spiegano Bertuccelli, Dargenio e Galli -. Tuttavia non bisogna abbandonarsi a facili ottimismi. Solo il tumore della prostata provoca ogni anno oltre 7mila decessi. Bisogna quindi promuovere e coordinare maggiormente la ricerca medica sia dentro che fuori i confini nazionali».

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