Il Tirreno

Livorno

visita alle cure palliative 

Paolo Brosio: «I tifosi aiutino suor Costanza»

Flavio Lombardi
Paolo Brosio: «I tifosi aiutino suor Costanza»

Il giornalista in visita all’ospedale si appella a tutta la città «Serve una grande mobilitazione, pure dalla Curva nord»

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LIVORNO. Paolo Brosio è giunto in visita ieri mattina alle cure palliative dell’ospedale. Ha incontrato Francesca Luschi, presidente della omonima onlus, suor Costanza Galli, primario del reparto e la caposala Barbara Bedina. Appuntamento nella parte centrale dei locali, con il tenente di vascello Ivano Bruno in rappresentanza della guardia costiera, Lilli Catte vicepresidente delle cure palliative, accompagnato da Francesco Lorenzini (della Lorenzini Terminal) e da Elena Benvenutti, vicepresidente delle Olimpiadi del Cuore.

Si è cominciato il tour e il giornalista devoto alla Madonna di Medjugorje è andato a trovare alcuni degenti, portando parole di conforto. Quello è un reparto di sofferenza che spesso porta tuttavia momenti di gioia. Si sono celebrati matrimoni, o più semplicemente, c’è chi si è riconciliato dopo tanti anni con i propri familiari. Lì, si va avanti soprattutto grazie alle donazioni di privati. Dopo una mezz’ora, il briefing consumato nella sala riunioni, ripercorrendo tutto il programma messo a calendario nel mese di giugno, che vedrà organizzate manifestazioni sull’isola di Capraia (trekking e pesca del cuore con Carlo Conti) fino a venerdì 15, lo spettacolo al PalaModigliani la sera del 16, la Marcia della Pace la domenica mattina. Si, perché Cure palliative è uno dei progetti al centro di quel che sta bollendo in pentola. Una struttura che dà soccorso al corpo nel momento più difficile nell’esistenza di una persona “prima che si inizi un nuovo viaggio”.

Brosio cercherà di mobilitare tutta una città, dalle parrocchie («sensibilizzerò anche il vescovo Giusti, affinché lo raccomandi a tutti i parroci di Livorno»), alle scuole, ma anche le associazioni sportive e i ragazzi della Curva Nord. «Il mio compito – ha detto – è quello di sfruttare tante amicizie; quanti più possibile mi devono però seguire per ottenere il risultato che vorrei per questa collettività: dare sostegno all’ospedale pediatrico attraverso “You4ER”, dare sostegno ai ragazzi down, dare aiuto economico tangibile al reparto delle cure palliative. Io sono solo un mezzo di cui si serve il Signore per non dimenticarci dei più deboli e di chi soffre. So che il popolo di Livorno non resterà insensibile ad una causa così nobile. Non è la “Marcia di Brosio”, ma è la città che è chiamata a muoversi per se stessa. Chi è credente è chiamato ad esserci. Ma pure gli altri. Perché fare del bene al prossimo, senza pensare ad avere qualcosa in cambio, fa sentire meglio tutti quanti». —

Flavio Lombardi

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