Gioco
Le famiglie di Magrignano: «I problemi si sanno, ora fuori le soluzioni»
Livorno: folla al circolo di Salviano, con le persone che incalzano i candidati a sindaco sui guai e sul futuro del quartiere
LIVORNO. «I problemi li conosciamo tutti benissimo e sono tanti. Da voi ci aspettiamo le soluzioni». Circolo Carli di Salviano pieno lunedì sera, 6 maggio, per assistere al dibattito organizzato dall’associazione Insieme per Magrignano sulla spinosa questione del borgo. Gli otto candidati alla carica di sindaco presenti si sono confrontati con un'accesissima platea che ha chiesto garanzie e risposte.
«Il ponte di via Impastato e la cassa di espansione del rio Maggiore – hanno detto un po' tutti gli aspiranti sindaci – sono in cima alle nostre priorità. Vi promettiamo che verranno realizzati al più presto». «Speriamo che ci riusciate prima che Gaia sia all'università», hanno detto a voce alta dal pubblico indicando una bambina di pochi mesi. «Io sono la tesoriera dell'associazione – ha poi spiegato la madre, Katrina Brondi – e mio marito è a casa con l'altro nostro figlio. Quando abbiamo prenotato casa qui era il 2006 e avevo 19 anni. Ce l'avevano presentata come un'ottima opportunità in costruzione. Un'abitazione con un parco giochi e un centro commerciale a pochi passi. Nel 2013 finalmente abbiamo fatto il rogito, ma il palazzo è rimasto come 13 anni fa, il centro commerciale non c'è e il parco giochi è stato realizzato grazie ai giochi riciclati dall'associazione. Spero che il prossimo sindaco passi ai fatti».
A preoccupare i residenti è la situazione di Edilporto. «L'amministrazione – è intervenuta Stella Sorgente (M5S) – ha già fatto una decisione di giunta per prendersi in carico le opere di urbanizzazione che sono in conclusione o che devono essere collaudate. Questa situazione, comunque, è figlia della scelta poco lungimirante dell’ex sindaco di modificare la convenzione del 2005 con una nuova nel 2013, che ha tolto l'obbligo a Edilporto di provvedere a tutte le urbanizzazioni». «È vero – le ha risposto Luca Salvetti (centrosinistra) – Magrignano è stata gestita con i piedi da vent’anni a questa parte, ma la situazione in questo ultimo mandato non è migliorata. Anzi. Bisogna tornare a parlare con i cittadini e capire come risolvere i problemi insieme». Della stessa linea Marco Bruciati (Buongiorno Livorno e Potere al Popolo): «Il Comune deve prendere in mano la situazione, farsi carico delle urbanizzazioni e rifarsi su Edilporto». «Non sei credibile – lo ha attaccato Andrea Romiti (centrodestra) – al ballottaggio appoggerai Salvetti. Ormai la sinistra radicale si è schiacciata sul Pd e intanto a Magrignano la situazione continua a essere drammatica con tombini sconnessi e bombole del gas».
In sala è scoppiata la polemica, poi, quando Carina Vitulano (Livorno in comune) ha lasciato la parola a Michele Lucarelli, ora candidato al consiglio comunale ed ex presidente dell'associazione di Magrignano. Dal pubblico un uomo si è alzato e se n’è andato: «Così non vale, noi siamo qui per sentire come verranno risolti i problemi, non per sentirli elencare». «Ma noi siamo una squadra, è giusto che parli lui che è più esperto di me su questo tema», ha ribattuto Vitulano.
Si è presentato con una grande quantità di documenti Marco Cannito (Città diversa, La Sinistra): «Non c'è bisogno di andare a scovare negli archivi o ad aprire i cassetti. Le fideiussioni e i documenti di tutti questi anni ce li ho già. A Magrignano servono sicurezza e vivibilità». Barbara La Comba (Per Livorno insieme) ha ripetuto che «l'amministrazione in questi anni non ha voluto far niente per Magrignano» e in un passaggio ha ricordato che «i cittadini hanno fatto un progetto di innovazione urbana per rilanciare il quartiere, ma il sindaco l'ha snobbato e quei soldi sono andati a Pisa... Certe cose non possono più essere accettate». Ina Dhimgjini (Livorno a misura) ha chiesto in particolare di fare chiarezza sulle fideiussioni. «A Magrignano vivono moltissime persone e i loro problemi sono i problemi di tutta la città». —
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